Si sa perché il M5S è imploso, ma nessuno lo dice… è nella logica della politica moderna!

Fermo restando che abbiamo le nostre idee e che quindi, in sede di scelte politiche ovviamente decidiamo e prendiamo posizione; ed è ovvio che nel caso dell’Emilia-Romagna staremmo dalla parte della Bergonzoni piuttosto che da quella di Bonaccini; fermo restando questo, dicevamo, non ci facciamo illusioni riconoscendoci pienamente in precisi schieramenti politici, convinti -come siamo- che la politica attuale è quella che è. E non perché è formata da certi uomini piuttosto che da altri, da “ladri” piuttosto che da persone “oneste” (non è questione di questo, sarebbe ingenuo pensarlo), bensì perché si tratta di politica che è costruita e fondata sulla fragilità tipica della politica moderna, meglio: della politica prodotta dalla categoria della modernità.

Fa fede a riguardo ciò che è avvenuto nella giornata di ieri: le dimissioni di Di Maio da capo politico del M5S. Al di là del gesto ch’era inevitabile, e lo era da un bel po’ di tempo, è interessante notare ciò che è venuto fuori non solo dalle sue parole, ma anche da molti esponenti del Movimento; così come da diversi commentatori. Il tutto è riassumibile in una sorta di apoteosi dell’ipocrisia. Abbiamo sentito parlare di riorganizzazione del Movimento, di Stati Generali, di ristrutturazione, di riconsolidamento delle motivazioni, ecc… Non ci sembra, però, che sia venuta fuori la vera questione che ha fatto sì che il M5S implodesse negli ultimi mesi. Ovvero la sua scellerata scelta di passare da movimento anti-sistema ad alleato (perché di alleanza si tratta) del partito più sistema che esiste nel panorama politico italiano: il PD.

E’ vero che una discesa di consenso del Movimento era già iniziata quando ancora era in piedi il governo giallo-verde (alle Europee venne scavalcato dalla Lega), ma è pur vero che si trattò, da una parte, di un consenso ottenuto da Salvini per la sua politica anti-immigrazione, dall’altra per quello che già noi dicemmo in tempi non sospetti, ovvero che alle ultime politiche nel Centro-Sud il voto anti-sistema si coagulò più sul M5S che sulla Lega non tanto per scelta politica quanto perché nell’immaginario dell’elettore del Centro-Sud ancora non era maturata l’idea di una Lega Nazionale e non più schiacciata sugli interessi esclusivi del Nord.

A testimonianza di questo, è stata la debacle del M5S. Quello che aveva perso alle Europee non è nulla rispetto a quello che ha perso dopo. Ma… il problema sarebbe solo tecnico, di organizzazione, piuttosto che di riconversione e di comprensione di ciò che davvero vuole l’elettorato italiano.

Dicevamo: è un problema di politica moderna. Cioè di una politica strutturata su interessi di club (clicca qui), che crede che con l’ideologia possa risolversi tutto. Una politica costruita non senza, ma contro il senso comune. Una politica senza la logica e del reale e la sua intelligente comprensione. Una politica folle!

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2 Comments on "Si sa perché il M5S è imploso, ma nessuno lo dice… è nella logica della politica moderna!"

  1. A me la politica, questa politica, fa schifo.

  2. Carla D'Agostino Ungaretti | 24 gennaio 2020 at 16:28 | Rispondi

    Io penso che il M5S si sia montato la testa al grido di “Onestà” e delle pittoresche parolacce del suo fondatore che hanno solleticato la parte di cervello più primitiva degli italiani i quali, sfiniti dall’ignorante e inconcludente prosopopea degli altri schieramenti, lo hanno votato per vedere cosa sarebbero stati capaci di fare loro. E si è visto: NIENTE, perché i “pentastellati” non hanno neppure loro né esperienza, né intuito, né acume politici, ma hanno mirato solo alla poltrona.

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