Perché si volle prima l’unificazione monetaria e non quella politica? Perché quest’ultima era il vero scopo.

Continuiamo a parlare di euro.

Precisiamo ancora una volta che non siamo economisti e quindi non entriamo nei dettagli di meccanismi che sfuggono a noi e sfuggono anche ai più. Ci limitiamo a fare solo alcune osservazioni che riteniamo utili.

Non volendo entrare nel merito del fatto che uscendo dalla moneta ci sarebbe senz’altro una conseguenza negativa per i risparmi degli italiani (cosa che peraltro non è affatto scontata -anzi!- come dicono alcuni economisti non allineati ad un certo pensiero mainstream… dicevamo: non volendo entrare in merito a questa questione, c’è però un punto che ormai è indiscutibile (o quasi), ovvero che qualora vi fosse la possibilità di tornare al 1998 e si sapesse a cosa saremmo andati incontro, sarebbe un po’ difficile procedere verso l’unificazione monetaria.

Bisogna ricordare a tanti economisti allineati che in quell’occasione, per procedere nell’operazione euro, venne richiesta la famosa euro-tassa (ben nove rate mensili dal marzo al novembre del 1997) e si ebbe il coraggio di dire agli italiani: E’ bene fare ora un sacrificio, poi ci si troverà bene… Verrebbe da commentare: …le ultime parole famose. 

In realtà, l’operazione che venne fatta fu scaltra. Vi fu una discussione a monte.  Si dibatté su due ideali linee. Quella “Monnet”, che prevedeva prima l’unificazione politica e poi quella economica, e quella “Delors” che prevedeva il contrario: prima l’unificazione monetaria per poi procedere verso quella politica. Sebbene la prima avesse più logica, ebbe la meglio la seconda, forse perché sostenuta dalla motivazione tutt’altro che irrilevante di prendere gli europei per il portafogli. Una volta imposta la moneta unica, si poteva procedere con ricatti del tipo: …adesso non si può tornare indietro altrimenti ne soffriranno i vostri risparmi. 

L’operazione -non c’è che dire- è riuscita. Ci troviamo ora nella situazione di non poter tornare indietro, fosse anche perché può venire il sospetto che potrebbero esserci conseguenze negative se si procedesse ad una fuoriuscita dalla moneta unica. D’altronde pensiamo che il M5S e la Lega abbiano deciso di non andare più alle urne proprio per evitare un referendum pro o contro l’euro, che avrebbe potuto diminuire i loro consensi.

C’è poi il caso della Grecia che fa pensare. A suo tempo si fece di tutto per non farla uscire (eppure la Grecia è un piccolo Paese), forse perché si temeva che uscendo beneficiasse di una ripresa che avrebbe potuto costituire un precedente pericoloso per gli altri Paesi? Viene da pensarlo, anche se non possiamo esserne certi.

Una situazione ingarbugliata come questa ci fa però capire una cosa. E cioè che il vero progetto non sta tanto nell’unificazione monetaria in sé, quanto nel progetto di unificazione europea, a sua volta funzionale a qualche altra cosa…

Cosa? Ne avremo modo di parlarne in seguito.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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