Siccità? San Francesco Antonio Fasani potrebbe insegnarci qualcosa

in questi giorni si sta parlando molto di mancanza di pioggia. Anche se vi è da dire che non appena i giornali si sono concentrati sulla siccità nel piacentino e nella pianura padana, si sono aperte le “cataratte” ed è venuta pioggia a non finire. Questo è un po’ il destino delle notizie catastrofiste: essere smentite nel giro di un quarto d’ora o giù di lì.

Ma non è tanto di questo che ci preme parlare, quanto del fatto che gli uomini devono sempre addebitare le complicazioni climatiche a qualche causa. Una volta (ci permettiamo di dire: quando si era più intelligenti, si sapevano meno cose, ma si faceva lavorare meglio il cervello) si pensava a Dio; oggi si addebita il tutto all’inquinamento, al riscaldamento globale e cose di questo tipo.

Insomma, nell’uno o nell’altro caso, c’era qualcuno o c’è qualcosa a cui fare riferimento. Il problema però che mentre a Dio ci si può rivolgere, agli scombussolamenti climatici è un po’ più difficile chiedere qualcosa. Si dice: ma si potrebbe provvedere… Ma come? E con quale dispendio? Almeno nel rivolgersi a Dio non occorre tanta fatica… occorre piuttosto tanta umiltà; e questa -diciamocela tutta- è il grande scandalo per l’uomo di oggi.

Eppure il cattolico dovrebbe conservare un po’ di sale in zucca e soprattutto un po’ di fede nell’anima. Se è vero, come è vero, che le “cause seconde” sono quelle che sono, per cui la natura agisce anche con la sua autonomia, è pur vero che Dio è il Signore dell’universo e soprattutto è da ricordare che può castigare o premiare anche su questa terra. E qui altre dolenti note! Dio che castiga… Non se ne parla proprio.

E invece sì.

Si potrebbe fare un riferimento famoso, quello della Madonna di Salette. Nell’apparizione la Vergine disse ai veggenti Melania e Massimino che Dio era molto addolorato per il fatto che la gente del posto non andasse alla Messa domenicale per lavorare i campi. E poi aggiunse: “Vi siete accorti che le patate di quest’anno sono tutte marcite? Questo è stata la punizione di Dio per non averlo voluto mettere al centro della vostra vita”.

Qui è infatti il punto importante.

Noi crediamo che tutto ci sia dovuto, che tutto dipenda dalle nostre forze e invece Dio con piccoli-grandi eventi ci ricorda che così non è.

La siccità dei nostri giorni ci spinge a raccontare un fatto che capitò nella vita di san Francesco Antonio Fasani (1681-1742). Sentite.

Fu che a Lucera, dove operava il santo, Dio aveva fatto sì che ci fosse una lunga siccità a causa del fatto che i ricchi di quella città si mostravano poco sensibili verso i poveri. A causa della mancanza di pioggia, i proprietari terrieri si lamentavano perché non potevano seminare, e gli animali non avevano più di che mangiare. E allora cosa fece san Francesco Antonio Fasani? Prima di tutto ammonì chi si era comportato senza carità cristiana, poi pregò a lungo Gesù Sacramentato e supplicò la Vergine Immacolata.

Risultato? Piovve ininterrottamente per tre giorni!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

Share on:

Be the first to comment on "Siccità? San Francesco Antonio Fasani potrebbe insegnarci qualcosa"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*