Sosta: In Belgio eutanasia su un minore

Le Soste

Ogni cammino ha bisogno di soste in cui si tira il fiato, ci si siede e si riflette per fare il punto della situazione. La “Sosta” è una riflessione periodica su qualche fatto di attualità secondo il metodo de Il Cammino dei Tre Sentieri. Nella “Sosta” viene utilizzato lo stile del dialogo.

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Pellegrino

Cara Guida, ho letto in questi giorni che in Belgio c’è stato il primo caso di eutanasia su un minore. Mi sembra opportuno parlarne.

Guida

E’ vero, caro pellegrino, è più che opportuno parlarne. Ciò che è accaduto in Belgio segna in maniera chiara il punto di degrado morale in cui siamo arrivati.

Pellegrino

Che cosa è l’eutanasia?

Guida 

La parola eutanasia vuol dire “dolce morte” e con essa s’intende la pratica di procurare la morte al fine di evitare la sofferenza di un malato. Solitamente si distinguono due tipi di pratiche eutanasiche: l’eutanasia attiva e quella passiva.

Pellegrino

Che differenza c’è tra eutanasia attiva e passiva?

Guida

L’eutanasia attiva è quando si procura direttamente la morte, per esempio con un’iniezione letale; l’eutanasia passiva è quando la morte viene procurata indirettamente andando a togliere al malato l’ossigeno o l’alimentazione, o delle terapie sproporzionate alla gravità della malattia.

Pellegrino

Quando si parla di “eutanasia” si accenna anche all’accanimento terapeutico…

Guida

Infatti, un concetto chiave per ben affrontare la “questione eutanasia” è quello di accanimento terapeutico, con il quale s’intendono le terapie oggettivamente sproporzionate alla malattia e inutili per la sua ormai impossibile risoluzione.

Pellegrino

L’accanimento terapeutico si deve accettare?

Guida 

La morale cattolica condanna l’eutanasia, tanto quella attiva quanto quella passiva, ma nello stesso tempo non ritiene giusto l’accanimento terapeutico.

Pellegrino 

C’è il rischio di confondere l’eutanasia con l’impedire un accanimento terapeutico?

Guida 

Senz’altro. Basterebbe ricordare il famoso “Caso Welby” del 2006. Ebbene, in quel caso il respiratore che teneva in vita il paziente non poteva considerarsi accanimento terapeutico, proprio perché respiratore, cioè strumento che forniva ossigeno ad un malato non vicino ad una morte imminente. Tanto è vero questo, che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità ribadì in quei giorni che, in quel caso, non si poteva parlare di accanimento terapeutico.

Pellegrino 

Ma perché la morale cattolica condanna l’eutanasia?

Guida 

Si capisce facilmente: solo Dio è padrone della vita umana e nessuno ha il diritto di rinunciarvi. Attenzione però: la condanna non riguarda solo la legge soprannaturale, ma anche a quella naturale. Cioè l’eutanasia non deve porsi solo come un peccato per i credenti, ma anche come un reato per tutti.

Pellegrino 

Chiariamo…

Guida

La questione dell’eutanasia non deve essere trattata solo da un punto di vista di legge soprannaturale, proprio perché la sua illegittimità prima che essere soprannaturale è naturale. E questo per due motivi: il primo più specificamente filosofico, il secondo giuridico.

Pellegrino

Che s’intende per motivo filosofico?

Guida

Secondo il diritto naturale l’eutanasia è un assurdo, una menzogna. Non si capisce perché l’uomo, che non è padrone dell’inizio della sua vita (nessuno ha avuto il privilegio di sentirsi chiedere il permesso di vivere), dovrebbe invece essere padrone della fine della sua esistenza. L’uomo non può esercitare una volontà di potenza per l’inizio della propria vita, dovrebbe invece poter esercitare una volontà di potenza per la fine della sua vita?

Pellegrino 

E cosa s’intende per motivo giuridico?

Guida 

Anni fa una donna inglese affetta anche lei da una malattia progressiva invalidante chiese al marito di poter morire. Questi però non poté procedere all’eutanasia perché allora in Inghilterra vi erano degli impedimenti.  La coppia si rivolse alla Corte Europea, la quale, malgrado i suoi membri non fossero (e non sono tuttora) tradizionalmente sensibili alla visione cristiana della vita, rispose dicendo che non si poteva e non si può riconoscere un diritto al suicidio. Tutte le giurisprudenze occidentali, infatti, non riconoscono un diritto al suicidio. La ragione sta nel fatto che la giurisprudenza occidentale ha una connotazione che possiamo definire comunitarista: cioè si riconoscono i diritti individuali, ma nello stesso tempo si afferma che il singolo uomo è un essere naturalmente sociale perché relazionato agli altri: la sua vita non è solamente sua, ma appartiene in un certo qual modo anche agli altri. Si potrebbe fare un esempio paradossale: ho bisogno dell’idraulico per aggiustare il rubinetto di casa, ad un certo punto vengo a sapere che tutti gli idraulici del mondo hanno intenzione di suicidarsi…eh no! dico io. Non si può! Io ho bisogno di loro. Seppur paradossale, ridicolo e incredibile, un esempio di questo tipo ci fa capire quanto il suicidio non possa essere giuridicamente un diritto, proprio perché la vita non appartiene solo al singolo ma anche agli altri.

Pellegrino 

Di questo non si parla molto…

Guida 

E’ vero, eppure è importante. Già Aristotele –pur essendo vissuto in un’epoca precristiana- diceva che l’uomo è un essere naturalmente sociale, cioè un essere che vive nella società e che naturalmente si relaziona agli altri. Attenzione: Aristotele non diceva sostanzialmente sociale (che significherebbe che l’uomo si definisce solo ed esclusivamente nella società) né accidentalmente sociale (che significherebbe che l’uomo eventualmente possa prescindere totalmente dalla società), ma, appunto, naturalmente sociale.

Pellegrino 

Ho sentito di dire che oggi la richiesta di eutanasia è aumentata. Perché?

Guida 

Va detto chi i sostenitori della legalizzazione dell’eutanasia si soffermano sui dati, li utilizzano a mo’ di clava per dare ragione alle loro tesi, senza però andare a fondo e riflettere su certi malesseri. Mi spiego: una richiesta di morte non è sempre una richiesta di voler morire veramente. Se ci si riflette, è così. Sono almeno tre i motivi che lo dimostrano: La visione efficientistica della vita, l’insopportabilità della sofferenza morale e l’insostenibilità dell’accoglienza e dell’assistenza.

Pellegrino 

Cosa si intende per “visione efficientistica della vita”?

Guida 

La cultura contemporanea tende a giudicare solo secondo i criteri dell’efficienza, del fare, dell’essere autosufficienti ed indipendenti. Una vita è degna di essere vissuta nel momento in cui è nella sua pienezza fattuale, e non ontologica o morale. Insomma, l’uomo sarebbe tale non in quanto uomo, ma solo quando può agire e fare. A concorrere a questo tipo di antropologia (concezione dell’uomo e della sua vita) non è solo il materialismo, ma anche e soprattutto una sorta di praxismo, dove tutto deve essere in funzione della prassi e dell’azione.

Pellegrino 

E a cosa allude l’ “insopportabilità della sofferenza morale”?

Guida 

L’uomo contemporaneo sconta una vera e propria “allergia” nei confronti della sofferenza. Non tanto riguardo alla sofferenza fisica (che comunque fa molto più paura oggi che ieri), perché per questa sofferenza i rimedi ci sono (basti pensare a quanti progressi ha fatto la cosiddetta terapia del dolore) quanto riguardo alla sofferenza morale, questa sì difficilmente risolvibile dai farmaci. Sapere di dover morire non è una bella cosa, e non lo è soprattutto per chi (come l’uomo contemporaneo) non ha speranze di tipo escatologico (riguardanti, cioè, la vita dopo la morte), per cui una sentenza di questo tipo (dover morire) diventa il macigno dei macigni, qualcosa di assolutamente insopportabile, con cui non poter e non dover convivere nemmeno un attimo in più.

Pellegrino 

E cosa s’intende per “insostenibilità dell’accoglienza e dell’assistenza”?

Guida 

Questo terzo motivo apre questioni amplissime che vanno dalla famiglia al ruolo del malato oggi. Senza utilizzare il lessico molto spesso incomprensibile dei sociologi, mi limito a fare degli esempi. Una persona anziana, malata e non autosufficiente ha bisogno dell’assistenza della famiglia dei suoi figliuoli. Prima erano molto più diffuse le famiglie numerose e anche i figli potevano avvicendarsi nell’accudimento degli anziani. Oggi è molto più frequente che gli anziani abbiano scelto di avere un solo figlio, che (non è raro) lavora dalla mattina alla sera. Stesso discorso per la nuora (caso anche questo tutt’altro che raro), per di più questi due coniugi devono badare ai loro figli. Rispondimi, caro pellegrino: in questa situazione cosa penserà l’anziano malato e bisognoso di aiuto? Certamente si sentirà di peso, certamente temerà di essere relegato in un ospizio. E allora come stupirsi se chiederà di morire? Ma attenzione, questa richiesta non sarà dovuta ad un vero desiderio di morte, quanto di evitare situazioni spiacevoli per lui e per i propri familiari. Se a tutto questo si aggiunge che vanno sempre più diffondendosi le cosiddette “famigliastre” (divorziati che si risposano), cosa si può attendere più dalla famiglia? Nel terribile caldo dell’estate 2003 anche la Francia patì la morte di molti anziani. Ebbene, morirono più vecchietti a Parigi che nella campagna francese, eppure a Parigi fece meno caldo rispetto alla campagna. La spiegazione che diedero sociologi e medici fu che, mentre a Parigi gli anziani solitamente vivono soli, nella campagna vivono con figli e nipoti … e si sa quanto l’aspetto psicologico sia importante per reagire a disagi di ogni tipo.

Pellegrino

E allora che dobbiamo fare?

Guida

Anche per questo, caro pellegrino, dobbiamo lottare perché il Cristianesimo diventi anima delle strutture politiche e culturali. Dobbiamo lottare per la restaurazione di una civiltà cristiana. E non c’è salvaguardia dell’uomo e dei suoi veri diritti se non riconoscendo i diritti di Dio e la Sua Signoria su tutto.

Caro pellegrino, pensa alla Croce. Pensa cosa ha comportato nella civiltà il ritenere che da essa si ottiene la Salvezza. Da ciò nasce una considerazione serena della sofferenza, una considerazione non disperante. Il nostro mondo, che ha voluto e vuole combattere la Croce, si scopre ora nella disperazione più cupa. Senza un perché, senza un senso… ad invocare una morte nullificatrice… finanche per i minori!

Prima di riprendere il cammino, vediamoci questo video che insegna tanto… e pensare che ci sono Paesi, per esempio la Danimarca, in cui ci si è dati l’obiettivo di eliminare la Sindrome di Down offrendo gratuitamente amniocentesi ed eventuale successivo aborto.

Clicca qui per vedere il Video

Caro pellegrino, riprendiamo il nostro cammino.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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