SOSTA – Il caso del piccolo Hope: le civiltà non sono tutte uguali!

L’adnkronos.com, il 6 febbraio scorso, ha riportato questa notizia: E’ passato un anno da quando Hope era stato trovato malnutrito e in punto di morte, dopo essere stato abbandonato dai genitori perché considerato ‘stregato’. E 365 giorni dopo il piccolo inizierà ad andare a scuola, come racconta su Facebook la volontaria dell’Organizzazione no profit danese che l’ha salvato. “Il 30 gennaio 2016 ho partecipato ad un’operazione di soccorso con David Emmanuel Umem, Nsidibe Orok e il nostro team nigeriano. Una missione che è diventata virale e oggi – si legge sul social network della Ong ‘DINNødhjælp’ (che significa ‘Il tuo soccorso’) – esattamente un anno dopo, il mondo può scoprire che il piccolo Hope inizierà la scuola questa settimana. Con amore, Anja”.

Cari pellegrini, le culture tribali hanno in sé grossi problemi. Una volta lo si diceva, adesso non più in nome di un imposto relativismo culturale, per cui tutto deve essere giudicato buono. E si tace su tanti elementi che definire terrificanti è poco. Si pensi anche a come in Africa vengono “trattati” i bambini che nascono albini. Li si uccidono perché -si dice- portano sfortuna, e i resti vengono sepolti nei campi, perché da morti darebbero invece fertilità e benessere.

Cari pellegrini, le culture non sono tutte uguali. Questo va detto a chiare lettere. Certo, ogni uomo va rispettato in quanto uomo, ma un conto è il rispetto che si deve all’uomo, altro è quello che si deve eventualmente alla cultura di appartenenza.

Facciamo un esempio storico, che solitamente non viene raccontato nella sua completezza. Quello riguardante la tratta degli schiavi negri. Fenomeno che riguardò soprattutto i Paesi protestanti, e che ovviamente merita tutta la condanna possibile. Ma quali erano le motivazioni che gli schiavisti (che pur si dicevano cristiani) utilizzavano? Erano quelle relative a come vivevano gli schiavi in Africa. Essi li “compravano” da tribù che li avevano conquistati con la guerra e che li avrebbero destinati o ad essere ugualmente schiavi o addirittura ad essere uccisi per sacrifici umani. Insomma, se è vero che l’Occidente ha delle responsabilità, è pur vero che le culture tribali avevano (e hanno) in sé costumi violenti ed efferati che sono molto più violenti ed efferati di quelli che l’Occidente ha potuto conservare.

E’ lo stesso discorso che può essere fatto per la conquista delle Americhe. I popoli precolombiani facevano continuamente sacrifici umani e combattevano fra loro unicamente per accaparrarsi tributi umani per adempiere questi sacrifici. Tant’è che un manipolo di conquistaoderes riuscì facilmente ad avere la meglio perché beneficiò di alleanze di popoli che scontavano la sudditanza da parte degli imperi centrali.

Vi fu un messaggio ben preciso: “Finora voi avete creduto ad un dio che vuole che moriate per lui, adesso vi portiamo un Dio che è venuto a morire per voi”

Altro che civiltà uguali!

Dio è verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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