SOSTA – Si è convertito il mondo al Cattolicesimo… o il Cattolicesimo al mondo?

Cari pellegrini, tutto il Cristianesimo può essere sintetizzato nell’immagine della vite e dei tralci che riporta il Vangelo di San Giovanni (Giovanni 15). Gesù dice che Lui è la vite e che noi siamo i tralci e che se questi (i tralci) non sono innestati nella vite, si seccano e sono buoni solo per essere gettati nel fuoco.

E’ un’immagine che sintetizza il Cristianesimo perché centra tutto sulla Vita di Grazia. Gesù non cita mai la parola “linfa”, eppure è proprio la linfa la vera protagonista. Se i tralci si seccano è perché sono staccati dalla vite e dunque non possono dalla vite attingere la linfa. E i tralci, senza la linfa, non possono che inaridirsi e morire.

La linfa è l’immagine della Grazia. Gesù fa, pertanto, capire che non può esserci vita cristiana senza la Grazia. Il tutto confermato dal dato teologico: se non si ha la Grazia santificante, si possono anche fare le cose più grandi di questo mondo, ma nulla vale per la vita eterna. I meriti per il Paradiso si acquistano solo ed unicamente nello stato di Grazia, perché è Dio che salva e non è l’uomo che salva se stesso.

Cari pellegrini, abbiamo iniziato questa sosta con un’immagine del genere perché ciò ci è venuto in mente leggendo alcune parole che il professor Andrea Riccardi ha rilasciato al sito vaticaninsider.it a commento del quarto anniversario del pontificato di papa Francesco (per leggere l’intervista clicca qui).

Il professor Riccardi ha detto che il grande merito del pontificato attuale è di aver avvicinato alla fede molti “lontani”. Noi non siamo d’accordo o -perlomeno- potremmo anche esserlo, ma dobbiamo ben capire in che termini.

Se per “avvicinamento” si intendono istintive simpatie, e frasi del tipo: come è simpatico, aperto, rivoluzionario questo papa… allora, tutto sommato, possiamo anche essere d’accordo. D’altronde è sotto gli occhi di tutti quanto il mondo stia promuovendo il pontificato di papa Francesco. Da Vanity Fair, al Time, per arrivare alla rivista rock Rolling Stone c’è una sequenza di copertine dedicate al Vicario di Cristo. E non è roba da poco.

Ma se invece per “avvicinamento”, s’intende altro, allora non ci sembra proprio che il professor Riccardi abbia ragione. Alludiamo al fatto che l’unico e vero “avvicinamento”, relativamente a ciò di cui parliamo, non può che essere la conversione. E non ci sembra affatto che conversioni vi siano. Anzi, se la simpatia dei “lontani” sembra evidenziarsi, la perseveranza dei “vicini” sembra sempre più vacillare per (ci addolora dirlo) oggettivi gesti e parole scandalose che non possono che disorientare: dal Dio che non è cattolico, dalla coscienza individuale come criterio di tutto, dal proselitismo come peccato grave… fino ad arrivare ai noti passaggi dell’ Amoris Laetitia.

Il problema, ancora una volta, è come rapportarsi al mondo. Certo, se si dicono cose che il mondo vuol sentire, gli applausi si ricevono, eccome. Ma se invece si persevera nell’affermare, costi quel che costi, la verità senza sconti, allora dal mondo si ricevono le pietre, ma si è sulla strada giusta.

Il professor Riccardi ci invita ad un’analisi un po’ sociologica del pontificato di Francesco, ma non non deve essere questa la chiave. Anzi: è proprio la chiave sociologica che smentisce Riccardi, perché per quanto riguarda le convinzioni e la vita cristiana (cioè lo ripetiamo: le vere conversioni), i dati non salgono, ma continuano a scendere.

Chi sta davvero a contatto con i giovani e con le persone in carne e ossa questo lo sa molto bene.

Cari pellegrini, con correttezza, pacatezza e rispetto, ma certe cose dobbiamo dirle, altrimenti un giorno il Signore potrà chiederci del perché del nostro silenzio, quando molte anime corrono il rischio di perdere la bussola della Sana Dottrina.

Dobbiamo dire che la vera mondanizzazione non sta nelle scarpe rosse, nell’andare su auto di grande cilindrata, nemmeno nel vivere in qualche stanza finemente affrescata, bensì è nel rendere la Chiesa cortigiana della storia, nel dire sempre e comunque ciò che il mondo vuol sentirsi dire.

Non vogliamo credere che da parte di papa Francesco ci sia davvero questa intenzione (questo lo può sapere solo Dio), ci limitiamo a constatare.

Così come constatiamo (ma non è una sorpresa che un errore causi sempre l’errore opposto) che in questi quattro anni sta aumentando ciò che pur si denuncia e si vorrebbe combattere: il clericalismo. 

Mai come oggi il Cattolicesimo rischia di affondare nel clericalismo.

 Il clericalismo, infatti, non consiste nei privilegi formali, bensì nel tentativo di “mondanizzare” il Mistero.

Invitiamo allora il professor Riccardi a porsi onestamente una domanda: se papa Francesco è così ben accolto dall’establishment è perché quest’ultimo si è convertito o è perché finalmente ascolta dal vertice della Chiesa cose non molto differenti da ciò che ha sempre predicato?

Time e Rolling Stone, loro, da decenni dicono le stesse cose… e così anche per i Papi?

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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