SOSTA – Tolta la Croce… gli Stati possono anche condannare a morte i bambini

Cari pellegrini, oggi i giornali ci hanno informato che i medici possono staccare la spina al piccolo Charlie Gard, andando contro il volere dei loro genitori. Lo ha stabilito l’Alta Corte di Londra decidendo così la sorte del bimbo di sette mesi ricoverato al Great Ormond Street Hospital, centro pediatrico nella capitale britannica, affetto da una rara patologia che per i dottori non può essere curata. I genitori, Connie Yates e Chris Gard, si erano invece opposti lanciando una campagna di solidarietà. Ovviamente, la motivazione sarebbe quella di non far soffrire inutilmente il bambino.

Si racconta di un famoso personaggio francese, cattolico, che aveva una figlia disabile e mai si stancava di definirla la “presenza di Cristo sofferente nella sua casa”. Quando l’accarezzava, diceva di accarezzare Gesù crocifisso; quando la baciava, diceva di baciare Gesù crocifisso.

Cari pellegrini, al di là dei discorsi che possiamo fare in merito alla deriva sempre più “totalitaria” che stanno assumendo le nostre, cosiddette, “democrazie occidentali”; al di là di un certo “pensiero unico” nichilista che si sta sempre più imponendo; al di là di questioni puramente ideologiche, che pur devono essere conosciute e confutate per condurre una sempre più opportuna “battaglia delle idee”, gradiamo con voi condividere una breve riflessione.

C’è un’espressione di papa Francesco che riteniamo molto puntuale e ispirata (a testimonianza del fatto che quando c’è da criticare certe espressioni del Pontefice lo facciamo, ma quando c’è da apprezzare, apprezziamo)… dicevamo, l’espressione a cui facciamo riferimento è: “cultura dello scarto“.

Si tratta di un’espressione precisa perché i nostri tempi si stanno sempre più configurando come tempi in cui si vuole scartare ciò che è imperfetto. Si pensi al fatto che ormai non nascono più bambini con la sindrome di down perché si “provvede” prima a scartarli dopo individuazione della patologia con amniocentesi.

Ora, cari pellegrini, cosa si scarta? Ciò che non si vuol vedere, perché è divenuto brutto e inguardabile. Ma si scarta anche e soprattutto ciò che si ritiene inutile.

Ebbene, siamo in un tempo che ritiene inutile la sofferenza.

I sofferenti si scartano, e lo si fa con la motivazione di farlo per pietà. Si dice: lo facciamo per il loro bene.

E tutto questo sempre per un motivo, perché si ritiene inutile la sofferenza.

Ciò avveniva anche nel mondo pagano e ciò torna ad avvenire oggi. Anzi, va detto che questo atteggiamento dello scarto nasce spontaneamente nell’uomo. Attenzione, diciamo: “spontaneamente”, non “naturalmente”, perché la Legge Naturale impone altro. D’altronde è così: ciò che non serve, si scarta… sarebbe inutile conservarlo!

Ma, cari pellegrini, cosa ha fatto sì che questa condizione, che esisteva nell’antichità, si obliasse e soprattutto che venisse ritenuta non conforme alla vera natura dell’uomo? La risposta è molto chiara: la Croce! Quella Croce che contempleremo tra due giorni allorquando si compirà la vittoria sulla sofferenza (quella sì) più tragica dell’uomo: la morte spirituale, il peccato.

La Croce fa chiaramente capire che non la sofferenza come male fisico va scartata, bensì va scartato il male morale, cioè il peccato. Anzi, per togliere questo, occorre anche la sofferenza fisica. Occorre il dolore, occorre la prova, occorre il sangue, occorre il martirio. Occorre la Croce!

Tolta la Croce, non c’è vera pietà che tenga.

Tolta la Croce, non c’è dolore o sofferenza che possa apparire come sensata.

Tolta la Croce, gli Stati possono anche condannare a morte i bambini!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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2 Comments on "SOSTA – Tolta la Croce… gli Stati possono anche condannare a morte i bambini"

  1. Siate precisi, staccar la spina cioé fermare cure straordinarie puó essere moralmente accettabile se no si corre il rischio del acccanimento terapeutico. Sembra che questo sia quello che ha deciso la corte, continueranno a dare cure paliative che si é moralmente obbligatorio.

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