SOSTA – Tolta l’eternità, il tempo si appiattisce… e il centro commerciale sostituisce: chiese, panorami e musei

Il poeta Giuseppe Gioacchino Belli, in romanesco, ha composto un verso molto bello sul tempo: “Er tempo è peggio d’una lima. Rosica sordo sordo e t’assottija, che ognun giorno sei quella de prima.”

Cari pellegrini, certo è una cosa scontata, ma, pur tale, non incide sulle nostre vite. La cosa scontata è ciò che ci ha detto Belli: il tempo passa e ci “assottiglia”, nel senso che riduce il nostro esistere qui, sulla terra, e fa sì che ogni giorno non sia più quello di prima.

Cari pellegrini, soffermiamoci soprattutto su questo secondo aspetto, ovvero il fatto che il tempo rende diversi i giorni anche se poi sono uguali nelle cose che solitamente facciamo.

Giorni fa dedicammo una “sosta” alla questione dell’apertura dei centri commerciali nel giorno di Pasqua. Cogliemmo l’occasione sapendo di un possibile sciopero dei commessi di un outlet di Serravalle Scrivia e di un’intervista rilasciata al quotidiano “Avvenire” da parte del vescovo locale, monsignor Viola.

In quell’occasione dicemmo che purtroppo non c’è nulla da meravigliarsi se oggi si preferisce, nei giorni di festa, affollare i centri commerciali piuttosto che le chiese.

Ritorniamo brevemente su questo argomento.

Il commercio è commercio e dove può fare affari li fa. Ovviamente non è questa una giustificazione. Se di per sé il commercio trova difficoltà ad accettare delle regole morali, a maggior ragione in questo periodo, in cui gli scrupoli morali sono quelli che sono, non si pone alcun problema a riguardo. Pertanto, non ci scandalizziamo se i centri commerciali rimangono aperti. Così come è giusto che debbano rimanere aperti i ristoranti, i bar, gli agriturismi e i musei, le bancarelle nei luoghi turistici, non vediamo perché non possano rimanere aperti anche i centri commerciali.

Il problema è invece un altro: come mai, oggi, in certi giorni speciali, non si va alla ricerca solo di luoghi d’arte o naturalistici, ma anche di centri commerciali? Qui sta il punto.

La risposta è molto semplice: perché l’uomo ha abbassato il suo sguardo. Ha certamente innalzato la sua conoscenza (l’uomo di oggi sa molte più cose dell’uomo di un tempo), ma ha abbassato il suo sguardo convincendosi che la sua vita sia qui: nel fare, nell’agire, nel comprare, nel consumare… e non più nel contemplare.

La conseguenza di questo è la perdita della capacità di capire che il tempo passa, che il tempo non è sempre lo stesso, che non ci sono giorni uguali, che…

…per ogni cosa c’è il suo momento, il tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.

(Ecclesiaste 3)

Cari pellegrini, tolta l’eternità, il tempo si appiattisce… e il centro commerciale sostituisce chiese, panorami e musei.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

Share on:

1 Comment on "SOSTA – Tolta l’eternità, il tempo si appiattisce… e il centro commerciale sostituisce: chiese, panorami e musei"

  1. Mi sono commossa di nuovo!!!!
    GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!!

Leave a comment

Your email address will not be published.


*