SOSTA – Un caos per capire, ancora una volta, che si deve confidare solo nella Provvidenza

Cari pellegrini, oggi ci troviamo a dover parlare di una cosa di cui, del tutto sinceramente, pensavamo di non dover parlare.

Il presidente Trump ha ordinato un attacco (seppur solo dimostrativo) su una base militare siriana. Da quello che ci dicono, una base importante, che svolge un ruolo decisivo nella lotta contro i ribelli, i quali è risaputo essere legati ad organizzazioni del terrorismo salafita.

La base è quella da cui è partito il bombardamento alla cittadina della regione dell’Idlib, nella quale sono morti decine e decine di civili a causa del gas sarin.

Cari pellegrini, noi non siamo competenti di questi argomenti… e la cosa non ci dispiace affatto, visto che riteniamo che la guerra con coinvolgimento delle popolazioni civili sia uno dei tanti (tantissimi!) esiti del rifiuto del modello di societas christiana, e quindi della scristianizzazione della storia e delle civiltà.

Ci convincono, però, le tesi di chi ci dicono che Assad non avrebbe avuto alcun interesse a utilizzare armi non-convenzionali, soprattutto in considerazione del fatto che ormai si trovava in una “botte di ferro”: USA e Russia a non voler la sua uscita di scena, la guerra ai ribelli che volgeva verso un’indiscussa vittoria, la vicinanza della Conferenza “Ginevra 5” dove si sarebbe dovuto parlare della Siria e quindi anche della sua sorte.

Certo, in queste cose è difficile sapere come siano andate effettivamente le cose. Non lo possono sapere -subito- gli specialisti, figuriamoci noi.

Resta però il fatto che non si capisce il perché dell’agire con tanta fretta. Perché non si sono attesi i risultati dell’indagine per stabilire le reali responsabilità della strage? Perché procedere con tale immediatezza? Tutto questo insospettisce ancora di più e non sarebbe peregrino pensare che si voleva intervenire prima che venissero fuori precise informazioni in merito alla reale natura della strage nella regione dell’Idlib.

Cari pellegrini, torniamo a dirlo: non siamo specialisti, e pertanto correttezza esige di non parlare in maniera assertiva.

Ma allora perché parlarne? Per un motivo molto semplice. La Fede cattolica deve trasformarsi in giudizio su tutto ciò che avviene e riguarda l’uomo. Al giudizio cattolico nulla può e deve sfuggire. Se così non fosse, la Fede si ridurrebbe ad una pura astrazione.

E allora, cari pellegrini, di che cosa possiamo essere certi? Di quattro cose.

Primo: le decisioni politiche si mostrano sempre più come l’esito di elementi contingenti e a volte anche irrazionali. Fino a pochissimi giorni fa eravamo sicuri che con l’elezione di Trump le cose sul piano internazionale si sarebbero messe su un versante più tranquillo… e invece.

Secondo: colui che è il presidente dello Stato più potente del mondo, indipendentemente da come siano andate effettivamente le cose, palesa un’approssimazione che non può farci stare tranquilli. Infatti, delle due l’una: se Assad non è colpevole di ciò che è successo, il volta-faccia di Trump attesta quanto sia facilmente influenzabile e manipolabile chi governa lo Stato più potente del mondo; se invece Assad è colpevole, allora ciò che diceva Trump sul Presidente della Siria era sbagliato, e quindi chi lo consigliava in tal senso era un’incompetente. Ora, fin quando sbagliamo noi… ma quando sbaglia marchianamente il Comandante in Capo dell’esercito più potente del mondo, c’è da preoccuparsi.

Terzo: la decisione di Trump annulla mesi e mesi di campagna denigratoria contro il nuovo inquilino della Casa Bianca. In queste ore vediamo i leader europei far quadrato su di lui, accompagnati dalle “rasserenanti” presenze di Erdogan, Netanyahu… fino ai governi di Stati sunniti, Arabia Saudita e altri. Insomma, una bella e variegata congrega.

Quarto: le idee e i gesti di un governo non sono secondari. Fermo restando che non ci si possa né ci si debba identificare in alcun leader politico, non ci sembra che sul piano della conservazione dei principi fondamentali del vivere sociale e dell’autentica civiltà ciò che viene dagli Stati Uniti sia sullo stesso piano di con ciò che viene dalla Russia. Oppure ciò che vuole la Comunità Europea sia identico a ciò che vogliono gli Stati dell’Europa dell’Est. Certe differenze si notano, eccome.

Insomma, cari pellegrini, è il caos. Il caos nel vero senso della parola. E’ una confusione che non fa capire nulla. E forse il motivo per cui la Provvidenza sta permettendo tutto questo è proprio per farci capire che non bisogna confidare negli uomini, ma solo in Colui che è il vero Signore della Storia.

Anche in questo, cari pellegrini, il Cattolicesimo si mostra come l’unica vera, bella e appagante religione. Esso ci dice che la storia non va trascurata, anzi va capita e studiata. Ci dice che dobbiamo darci da fare senza chiuderci o paralizzarci con un delirante fatalismo. Ma nello stesso tempo ci dice che deve guidarci la convinzione che la salvezza non ce la doneranno i potenti della terra, ma solamente Colui che… “rovescia i potenti dai loro troni e innalza gli umili” (Luca 1,52).

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "SOSTA – Un caos per capire, ancora una volta, che si deve confidare solo nella Provvidenza"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*