SOSTA – Un giorno anche noi cattolici dovremo rendere conto al Signore di come vivono i giovani oggi

 

«Una società che non offre alle nuove generazioni sufficienti opportunità di lavoro dignitoso non può dirsi giusta, quando non si guadagna il pane si perde la dignità». Così Papa Francesco in un messaggio ai vescovi di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, riuniti l’8 febbraio scorso a Napoli per il convegno “Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani del Sud?”. L’incontro rappresenta una tappa verso la prossima Settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari, dal 26 al 29 ottobre 2017, dedicata proprio al tema del lavoro.

Papa Francesco ha poi aggiunto: «Questo è un dramma del nostro tempo, specialmente per i giovani, i quali, senza lavoro, non hanno prospettive e possono diventare facile preda delle organizzazioni malavitose».  

Solo alcune riflessioni.

Che il lavoro sia importante è indubbio. Importante per la realizzazione esistenziale; ma importante anche per l’ordine da dare alla propria vita. Quanti giovani scambiano il giorno con la notte perché non hanno un impegno, degli orari obbligati…

E’ indubbiamente vero che la mancanza di lavoro sia causa di malesseri sociali. Ma si tratta -ci sembra opportuno sottolinearlo- di una causa molto relativa.

Poniamo questa domanda: può un giovane delinquente convertirsi ad un lavoro che lo costringerebbe ad alzarsi presto la mattina, ritornare tardi alla sera, per guadagnare in un mese quello che può guadagnare in poche ore di un giorno solo? Se questo avviene è perché qualcosa nel cuore di questo giovane è cambiato, ma è cambiato perché è accaduto qualcosa, non certo perché lo ha mandato a chiamare l’ufficio di collocamento.

Tutto parte dalla grande questione di una risposta al mistero della vita.

Ogni qual volta si elude questa questione aumenta inevitabilmente il degrado sociale, perché l’uomo, non sapendo più chi è, sperimenta unicamente la sollecitazione al potere, alla sopraffazione e al possesso.

 Sapere che c’è un giudizio per ogni azione e un premio o un castigo nell’eternità spinge l’uomo ad un criterio di azione e soprattutto a ritenere che la vita non è fatta per accumulare o per sopraffare. Infatti, se non c’è il giudizio di Dio, perché sacrificarsi? Perché ubbidire? Perché rinunciare al potere?

La domanda chi è Dio è la domanda fondamentale: è la madre di ogni domanda. E’ la questione che è alla base di tutto: senza Dio, l’uomo si bestializza. In un celebre romanzo di Solzenicyn si racconta di un papà che dalla campagna accompagna la figlia in un collegio di una grande città. Al ritorno, si accorge che tra le tante domande poste alla direttrice del collegio si era dimenticato di farle la più importante: se credesse in Dio. Da qui parte tutto.

Ed ecco perché non dobbiamo illuderci né soprattutto ingannarci. Se oggi tanti ragazzi preferiscono delinquere, è perché non c’è una proposta seria di vita da seguire. Una proposta che non scada nelle pastoie dell’eticismo e del moralismo, ma che si imponga come Presenza.

“Imponga come Presenza”, cosa significa?

Che Dio è presente in quanto giudizio e in quanto destino.

In quanto giudizio: una volta si diceva ai bambini al catechismo: “Attento, che Dio ti guarda.” Che straordinaria sapienza di verità! E’ infatti così, se Dio è Dio, Egli non può che osservarci e attendere che noi siamo perfetti come Lui è perfetto: “Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro che è nei cieli.” (Matteo 5,48)

In quanto destino. Una volta si diceva che il compito di ogni uomo è conoscere, amare e servire Dio… per poi goderlo in Paradiso. Ecco la soluzione: la felicità piena ci attende e, se deve essere conquistata, vale la pena qualsiasi sacrificio e qualsiasi restrizione.

Venuto a mancare questo Annuncio, ha trionfato la corsa al potere e alla sopraffazione. La logica è logica.

Ed ecco perché noi cattolici non siamo esenti da responsabilità. Perché abbiamo rinunciato a dire queste cose. Ci siamo vergognati del Vangelo!

Insomma, un giorno anche noi cattolici dovremo rendere conto al Signore di come vivono i giovani oggi .

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "SOSTA – Un giorno anche noi cattolici dovremo rendere conto al Signore di come vivono i giovani oggi"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*