SOSTA – Una piccolo-grande insegnamento che può darci un calciatore…

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Cari pellegrini, per molti può sembrare una banalità, per altri una sorta d’intercalare… sicuramente un tempo era una cosa molto diffusa. A cosa ci riferiamo? Al richiamare Dio per ciò che si fa, per ciò che si è fatto e per ciò che si farà.

Nel web c’è un intervista fatta ad un calciatore, il talentuoso esterno alto (ai tempi dei più attempati si diceva: “ala”) Cuadrado, il quale, dopo la qualificazione della sua Juventus contro il blasonatissimo Barcellona, in pochi minuti ha citato due volte Dio, per ringraziarlo e per accettare la Sua Volontà riguardo il sorteggio per le semifinali.

Certo, qualcuno può dire che l’invocare Dio non basta, che il citarlo non è sufficiente, che poi occorre altro, occorre una coerenza di vita, ecc… Tutte cose vere, per carità. Lungi da noi metterle in discussione, convinti come siamo che il Cristianesimo o è vita di grazia, o non è. E’ pur vero però che -oggi come oggi- trovare dei calciatori di quel livello che dinanzi a milioni di spettatori parlano in questo modo non è certo cosa facile. Tanto è vero che i credenti -ai nostri giorni- tendono molto al cosiddetto “rispetto umano” che è un peccato grave: “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi” dice Gesù (Marco 8,38).

Ma, cari pellegrini, questo piccolo episodio ci dà la possibilità di fare due brevi riflessioni.

La prima riguarda il coraggio delle proprie convinzioni, in un tempo in cui viltà e ipocrisia farisaica la fanno da padroni. Ma coraggio di che? Potrebbe obiettare qualcuno. Che ci vuole a dire “ringraziamo Dio”… No, oggi ci vuole, eccome ci vuole. Tant’è che (particolare, questo, a cui pochi fanno caso) sui giornali, per televisione, si dice sempre “per fortuna”, piuttosto che richiamare la presenza della Provvidenza. Tutti dicono “Per fortuna si è salvato…“, “Per fortuna le cose sono andate bene…“, mai che si dicesse: “Per grazia di Dio si è salvato…“, “Per grazia di Dio le cose sono andate bene…

Ne Il cortegiano Baldassarre Castiglione scrive: “Molte volte più nelle cose piccole che nelle grandi si conoscono i coraggiosi”. E’ infatti così. Avere coraggio nelle grandi imprese non è certamente da poco, ma è qualcosa che coinvolge la straordinarietà. Una volta fatta, è come se non fosse più dovuta. Altro è invece il coraggio sempre e comunque, nell’ordinarietà. In tal senso il coraggio diventa un “abito”, uno stile, un atteggiamento che informa (nel senso di fare forma) la propria personalità. Diventa un elemento distintivo.

Ed è questo, cari pellegrini, il coraggio che dobbiamo avere. Non tanto il coraggio nello straordinario che ci può essere chiesto o meno, quanto nell’ordinario, quello di ogni giorno, di ogni momento, in ogni situazione e in ogni condizione. E’ l’eroismo di tutti i giorni. L’eroismo di chi offre a Dio tutto: le gioie e soprattutto i dolori, i successi e i fallimenti, il riposo e la fatica. E’ l’eroismo che destina tutto all’eterno… come dice un proverbio: “Il codardo muore di mille morti, l’eroe di una sola”, cioè della morte vera! La morte che si ricorda, non la viltà costante che rende piccoli e pusillanimi.

La seconda riflessione riguarda, invece, la centralità di Dio.

Cari pellegrini, quante volte ce lo siamo detto: Dio non solo esiste, ma c’è. Egli vuole essere invocato, cioè chiamato dentro le nostre cose, i nostri problemi, il nostro lavoro, le nostre faccende. Nel Cinque Maggio Alessandro Manzoni scrive: “Il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola”. Un Dio, cioè, che dove ti giri-giri, è presente ed è pronto ad intervenire… non sempre come vuoi tu, ma certo come vuole Lui. Un Dio che “mendica” la nostra invocazione. Un Dio che desidera che noi lo desideriamo.

Un Dio che -perché no?- può aiutare anche un calciatore a dribblare, marcare, contrastare e segnare… se solo si capisce che tutto a Lui si deve e quindi che tutto da Lui si può ottenere.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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