Ti sei accorto che nella Chiesa attuale se metti in discussione la dottrina, vai bene; se metti in discussione la pastorale, non vai bene?

Cari pellegrini, tempo fa avemmo l’occasione di parlare del convegno ch’era stato organizzato dalla diocesi di Torino (clicca qui) sul valore della “fedeltà” nella coppia omosessuale. Le cose poi andarono come andarono e il convegno fu (Deo gratias!) annullato. Ma l’intervista rilasciata dal responsabile per la pastorale degli omosessuali della diocesi, don Gianluca Carrega, rimane (clicca qui). Ebbene il vescovo di Torino, monsignor Nosiglia, pur annullando il convegno, ha ribadito che di don Carrega apprezza l’operato (clicca qui). Il che vuol dire che l’aspetto dottrinale non vale un fico secco, visto che don Carrega stesso con le sue parole ha di fatto sdoganato la pratica omosessuale.

Da qui alcune nostre riflessioni.

Uno dei segni più caratterizzanti la Chiesa attuale è il cosiddetto pastoralismo. Ovvero una sorta di deriva della pastorale.

La pastorale nel vero senso della parola è l’applicazione della dottrina al fine del suo essere conosciuta e del suo essere essere messa in pratica.

Quando invece diventa pastoralismo non solo tende a scavalcare la dottrina, ma tende perfino ad essere autosufficiente.

Vediamo di capire meglio.

La necessità di custodire la vera dottrina è chiara nei ripetuti avvertimenti degli Apostoli riguardo ai miscredenti e agli eretici.

Scrive san Paolo: “Vi sarà un tempo in cui non sopporteranno la sana dottrina, ma secondo le proprie passioni, per prurito di orecchio, si diranno tanti maestri; ma dalla verità ritrarranno l’orecchio per voltarsi alle favole.” (2 Timoteo 4,3)

La pastorale dunque deve essere a servizio della dottrina.

Oggi, invece, vi è un paradosso: la pastorale vale più della dottrina.

E così vengono sanzionati coloro che non si allineano alla pastorale; mentre vengono premiati coloro che mettono in discussione la dottrina.

Da qui una sorta di “positivismo cattolico”: non si è più vincolati alla dottrina, bensì alle decisioni dell’autorità. Anzi -in un certo qual modo- si concepisce l’autorità come “fonte” della verità e non al suo servizio.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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