Ti spieghiamo perché Gesù e Maria sono bellissimi

di Pierfrancesco Nardini per il C3S


La divinità di Gesù e l’Immacolata Concezione di Maria si sono manifestati in molti modi.

È verosimile che lo abbiano fatto in tutti gli elementi, anche attraverso l’ultimo per importanza: la bellezza dell’aspetto fisico.

Nessuno sa quale fossero le sembianze di Nostro Signore e della Sua santissima Madre. È qualcosa che non è possibile in alcun modo conoscere. Motivo per cui non serve soffermarcisi troppo, anche per evitare di cadere nel sensazionalismo e distrarre l’attenzione dalle cose realmente importanti per la fede.

Sia Padre Ricciotti nella “Vita di Gesù Cristo” che Padre Roschini nella “Vita di Maria” affrontano la questione, spiegando l’impossibilità di arrivare ad una conclusione valida, ma anche sottolineando la poca importanza dell’aspetto fisico.

Non è per sensazionalismo, dunque, che si scrivono queste righe, bensì per evidenziare che in ogni elemento, anche il meno significativo, come appunto l’aspetto fisico, Gesù e Maria manifestano, rispettivamente, la propria divinità e la propria Immacolata Concezione.

Non è tra l’altro un argomento staccato da alcune Verità importantissime della fede, come ad esempio l’unione ipostatica, la Divinità di Cristo e, appunto, l’Immacolata Concezione di Maria Ss.ma.

È in effetti molto verosimile, ragionevole che Nostro Signore potesse avere un aspetto esteticamente bellissimo.

Proprio l’Unione ipostatica e la Divinità di Gesù portano inevitabilmente a pensarlo, fino ad azzardare anche che, molto probabilmente, traspariva qualcosa di eccelso, di soprannaturale, da Lui.

Come poteva, d’altronde, non essere così di un Corpo da “perfetto uomo”?

Il Dragone scrive che “il corpo e l’anima assunti dal Verbo incarnato furono perfetti, con tutte quelle doti che sono proprie della natura umana non decaduta (…) Gesù Cristo fu senza dubbio l’uomo fisicamente e moralmente più perfetto che sia mai esistito, come Maria Santissima la più perfetta di tutte le donne” (commento al n. 76 del Catechismo di San Pio X).

L’unione ipostatica tra la natura divina e quella umana, soprattutto la divinità, non può non rifulgere in qualche modo all’esterno, non può non coinvolgere anche il Corpo.

Non si vuol dire che solo dal Corpo si potesse capire che Gesù era Dio, altrimenti, come minimo, si direbbe un’inesattezza, ma solo che la verosimile grande bellezza del Corpo era il riflesso della Natura divina sul quella umana.

Questo vale anche per la Vergine e l’Immacolata concezione.

Anche qui è verosimile, oltre che ragionevole, che la mancanza assoluta di peccato vada a riflettersi sull’aspetto fisico di Maria.

Sappiamo, infatti, che il peccato originale ha spogliato gli uomini “della grazia e d’ogni altro dono soprannaturale, rendendoli soggetti al peccato, al demonio, alla morte, all’ignoranza, alle cattive inclinazioni e ad ogni altra miseria” (Catechismo San Pio X, n. 71).

Il peccato originale, insomma, toglie i doni preternaturali e rende il corpo soggetto alla corruzione e, di conseguenza, anche ad un peggioramento sotto l’aspetto in questione.

Maria non era mai stata soggetta al peccato, preservatane ab origine, non era di certo quindi nemmeno soggetta al suddetto processo.
Il suo corpo doveva quindi in qualche modo “trarre vantaggio” dalla sua Immacolata Concezione e “guadagnarne” in bellezza esteriore.

Tutti coloro che hanno avuto l’onore di un’apparizione di Gesù e di Maria, d’altronde, li descrivono come bellissimi.

Non cadendo, quindi, nel sensazionalismo e non soffermandosi troppo su questioni molto secondarie, si apprezzi anche questo come effetto della divinità di Cristo e dell’Immacolata Concezione di Maria.


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