Ti spieghiamo perché tutta la grandezza della Madonna parte dal suo essere Madre di Dio

di Piefrancesco Nardini

«Se qualcuno non confessa che l’Emmanuele è Dio nel vero senso della parola e che perciò la Santa Vergine è

Madre di Dio perché ha generato secondo la carne il Verbo (logos) che è da Dio, sia anatema»

(Concilio di Efeso, Anatema 1 di San Cirillo d’Alessandria)

L’11 ottobre per il calendario del Rito tridentino si festeggia la Maternità divina di Maria.

Questa è una festa davvero molto importante.

La Maternità divina di Maria «è il fondamento di tutta la grandezza e di tutti i privilegi di Maria» (Dizionario di Teologia Dommatica, Piolanti-Parente-Garofalo, Ed. Studium, 1952).

Il titolo di Jeotókos (teotokos, in latino Dei Genetrix) era la perfetta espressione della fede dei credenti. Sin dai primi secoli, sin da subito, infatti, i cristiani hanno creduto fermamente che Maria fosse Madre di Dio e non solo Madre dell’Uomo Gesù, come sosteneva il Nestorianesimo, condannato nel 431 d.C. dal Concilio di Efeso, che dichiarò dogma la Maternità divina di Maria.

Dom Prosper Guéranger, nella sua bellissima opera “L’anno liturgico”, così commenta: «Fare la storia del dogma della Maternità Divina sarebbe fare la storia di tutto il Cristianesimo, perché il Nome era entrato così profondamente nel cuore dei fedeli che quando, davanti al Vescovo di Costantinopoli, Nestorio, un prete che era suo portavoce, osò affermare che Maria era soltanto Madre di un uomo, perché era impossibile che Dio nascesse da una donna, il popolo protestò scandalizzato».

A dimostrazione che questa fede in Maria Madre di Dio è un filo che lega, senza soluzione di continuità, tutte le generazioni fino ai tempi recenti c’è l’Enciclica Lux Veritatis (25.12.1931) di Pio XI, scritta in occasione del XVo centenario del Concilio di Efeso.

La Maternità divina di Maria si ritrova nella S. Scrittura.

Se ad es. San Matteo scrive di Cristo «sua madre Maria» (1, 18) e San Giovanni sempre così la chiama nel racconto della Crocifissione (19, 25), San Luca ci racconta che Sant’Elisabetta chiese alla Vergine, espressamente, «a che debbo che la madre del mio Signore venga a me?» (1, 43). Quindi nella S. Scrittura troviamo esattamente «mater Domini mei».

Anche non conoscendo i passi della S. Scrittura, però, c’è un ragionamento molto semplice e inconfutabile che dimostra teologicamente la Maternità divina di Maria: «Cristo è il Verbo Incarnato, cioè una Persona divina sussistente nella natura divina e nella natura umana assunta. Ora Maria ha partorito Cristo nella sua integrità personale, secondo la natura umana: pertanto essa è veramente madre del Verbo, cioè di Dio» (Dizionario cit.).

Abbiamo iniziato con la citazione che indica il dogma della Maternità divina di Maria come fondamento di tutte le altre grandezze e di tutti gli altri privilegi.

Ragioniamoci un attimo e vediamo perché è realmente così.

La Vergine non avrebbe potuto essere Immacolata Concezione senza essere Madre di Dio.

Questo privilegio mariano è infatti preparazione alla Maternità divina. Nostro Signore ha pensato da subito, da sempre a Lei come Colei che avrebbe accolto il Verbo Incarnato nel suo seno. Dio non poteva essere accolto in un corpo che, per quanto potesse rimanere puro e casto, avrebbe sempre comunque avuto una macchia, quella del peccato originale. Doveva esserci una donna mai toccata dal peccato, nemmeno da quello originale. Solo una donna così poteva diventare Madre di Dio.

L’Immacolata Concezione, dunque, seppur pensata e voluta da Dio in preparazione della Maternità divina è allo stesso tempo e prima ancora conseguenza di quella.

Anche la Verginità perpetua di Maria, però, a pensarci bene è conseguenza di quel dogma.

Quale altra donna, se non la Madre di Dio, avrebbe potuto avere un privilegio tale? Un miracolo così grande che dimostra come la natura sia ai comandi del Signore. Lui l’ha creata, Lui ha potere su di essa, che sia natura umana, animale o vegetale, Lui può decidere un’eccezione singolarissima come questa.

Ed un così singolare miracolo Dio poteva farlo solo per un altrettanto singolare Donna, predestinata a diventare Madre della Seconda Persona della Trinità, Madre di Dio.

Non ci sarebbe motivo alcuno per concedere ad un’altra Donna un privilegio così. Per quanti motivi importantissimi e per quanti meriti hanno avuto, hanno e potranno avere molte sante che si sono distinte, si distinguono e si distingueranno per amore a Dio, castità, verginità offerta al Signore, non c’è stata, non c’è e non ci sarà un’altra Donna che avrà questo privilegio. E questo perché sappiamo, per fede, che non ci sarà un’altra Incarnazione. Non c’è quindi più motivo per Dio di fare nuovamente questo miracolo.

Solo a Maria, proprio perché Madre di Dio, o meglio solo perché Madre di Dio, è stato concesso.

Lo stesso ragionamento è valido per ogni altro privilegio mariano.

Perché una donna dovrebbe essere assunta in Cielo come Maria? La Vergine ha avuto questo privilegio, in quanto Madre di Dio.

Forse è blasfemo pensare che, se non lo fosse stata, se fosse stata solo una santa donna, la più santa di tutte (se mai fosse possibile fare una classifica di questo tipo), si sarebbe visto concesso questo privilegio da Dio? È blasfemo pensare che se Dio avesse pensato ad un’altra donna come Madre di Dio, il privilegio dell’Assunzione in Cielo, così come tutti gli altri, sarebbe stato per questa donna e non per Maria?

La Maternità divina di Maria è la base di tutto.

È l’inizio della Redenzione, perché Lei con il suo fiat ha permesso (dato che Dio non costringe nessuno) l’Incarnazione. È l’inizio della mediazione per noi verso Gesù, perché Lei con la sua volontaria compartecipazione alla Passione e Morte del Figlio è diventata Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie. È l’inizio del riscatto contro il peccato originale e contro il Nemico, perchè Lei gli schiaccerà la testa (Gen 3, 15).

La Maternità divina di Maria è anche l’inizio della nostra figliolanza spirituale. In quanto Madre di Dio la Madonna era addolorata, straziata sotto la Croce. E come Madre di Cristo Lui le disse «Donna ecco il tuo figlio» ed a San Giovanni disse «Ecco la tua madre» (Gv 19, 26-27).

La Maternità spirituale di Maria ha una «profonda ragione teologica»: «è Madre di tutti gli uomini perchè è Madre di Cristo, di cui tutti gli uomini sono membri mistici» (Dizionario cit.). Questo concetto fu espresso in modo chiaro da San Pio X nell’Enciclica Ad diem illum (2.2.1904).

Pensiamo con amore filiale a questa nostra Madre che dall’alto ci protegge sempre e intercede per le nostre miserie presso il Figlio.

Non dimentichiamo mai questo dogma che il Concilio di Efeso ha proclamato per combattere con ardore e fede cristallina chi voleva togliere alla Madre quel che è suo per privilegio divinamente concesso.

E continuiamo ininterrottamente, ogni momento libero della giornata, in ogni pausa dal lavoro, dallo studio, da ogni attività, in ogni luogo, a ripetere “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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