Tutti a dolersi che Notre-Dame sia andata in fumo… ma già da tempo il cattolicesimo francese è andato in fumo!

Firefighters douse flames rising from the roof at Notre-Dame Cathedral in Paris on April 15, 2019. - A major fire broke out at the landmark Notre-Dame Cathedral in central Paris sending flames and huge clouds of grey smoke billowing into the sky, the fire service said. The flames and smoke plumed from the spire and roof of the gothic cathedral, visited by millions of people a year, where renovations are currently underway. (Photo by Bertrand GUAY / AFP)

Tutti a meravigliarsi che la Cattedrale di Parigi sia andata in fumo. Ma pochi finora si sono meravigliati che l’intero cattolicesimo in Francia sia da tempo andato in fumo.

I dati si conoscono ed è inutile ripeterli. La Francia, in considerazione del suo passato e della sua secolare tradizione che la vuole “figlia primogenita della Chiesa”, costituisce forse l’esempio più significativo della crisi del cattolicesimo contemporaneo e di come ci sia voluti allontanare dalle proprie radici.

E Notre-Dame, il centro del cattolicesimo francese, è andata in fumo.

Certo, le cause saranno state anche casuali. Non lo sappiamo. Resta però il fatto che la fede elementare insegna che …non si muove foglia che Dio non voglia, o… che Dio permetta (il che non è escluso che in alcuni casi Dio possa anche volere).

Siamo agli inizi della Settimana Santa. Un sacerdote italiano che vive a Parigi, intervistato su Radiouno, ha detto che tutto era ormai programmato per la Messa Crismale di mercoledì e per alcune ordinazioni sacerdotali (evento ormai raro nel cattolicesimo francese) che si sarebbero dovute celebrare proprio nella Cattedrale. E adesso non si sa dove dovranno essere fatte.

C’è chi ha pianto… almeno così hanno detto. Lo storico dell’arte Philippe Daverio e lo storico tout-court Franco Cardini non hanno avuto remora a dirlo, trovandosi proprio in quelle ore da quelle parti e vedendo la guglia centrale andare giù.

Già!… la guglia. La guglia che di suo sta a significare l’elevazione, cioè il senso profondo di tendere verso Dio; e che, nel caso della guglia di Notre-Dame, è il simbolo di un intero popolo e di una intera tradizione che si eleva a Dio, che sceglie Dio!

Ma oggi quel popolo e quella nazione non scelgono più Dio. Anzi, la Francia rappresenta (sempre in considerazione di come e di quanto abbia rinnegato il suo passato) la realtà politica e culturale che più si fa portavoce di istanze in cui si inneggia alla dimenticanza di Dio e alla morte della legge naturale ed eterna, in favore di un cultura sempre più liquida, dissolutrice e relativista.

Simbolicamente, il fuoco di Notre-Dame è qualcosa che prende atto di un dato, cioè di un fatto incontestabile: che ormai il deserto della terra bruciata è l’immagine più appropriata di ciò che è avvenuto in Francia e -ahinoi- non solo in Francia.

Chi però riuscirà a tener fede ad un’intelligenza del reale, la sola capace di capire il vero significato degli eventi,  farà sì che le ceneri di Notre-Dame non siano le ultime e definitive “parole” di un mondo apostata; ma fermento per rinascere.

I vecchi contadini sapevano bene che con le ceneri si può rendere più fertile il terreno.

Con queste ceneri, allora, può essere restaurata una civiltà!

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