Un brevissimo ripasso di Teologia Morale per la questione dell’immigrazione

In questi giorni di grande dibattito in merito alla questione dell’immigrazione e in cui è venuta fuori una dialettica che vede da una parte la linea del governo in carica e dall’altra l’opposizione politica, nonché la Conferenza Episcopale, può accadere che molti cattolici non sappiano bene orientarsi. E chi di loro dovesse nutrire qualche perplessità o addirittura essere totalmente contrario ad una politica di apertura senza “se” e senza “ma” ai flussi immigratori può trovarsi nella condizione di avvertire qualche scrupolo di coscienza preoccupandosi che il suo sentire non sia compatibile con i valori cristiani.

A scanso di equivoci e per una analisi più serena, vi offriamo questo piccolo schema di Teologia Morale.

I precetti si dividono in negativi e positivi.

I precetti negativi (per esempio: non uccidere, non commettere atti impuri…) obbligano sempre, dovunque e in qualsiasi circostanza.

I precetti positivi (pregare, sacrificarsi, correggere, accogliere…) sono doverosi, ma non obbligano sempre.

I precetti negativi trovano il loro fondamento anche nella legge naturale.

I precetti positivi trovano il loro fondamento solo nella legge rivelata.

Va da sé che i precetti positivi devono sempre sottostare alla virtù della prudenza. Facciamo un semplice esempio. Fare penitenza è cosa buona. Se ci si priva del pranzo o della cena è cosa buona. Ma è evidente che da un punto di vista oggettivo ancora più buono sarebbe se si facesse digiuno per giorni interi, è però altrettanto evidente che se lo si facesse non avendone lo stato di salute per farlo, non solo questa penitenza si trasformerebbe in danno, ma diventerebbe anche una sorta di vanità spirituale.

Ora, lo stesso discorso vale per l’accoglienza riguardo agli immigrati. Un conto è dire che bisogna accogliere chi realmente ha bisogno, altro è accogliere tutti indipendentemente da ciò che la prudenza sul piano politico e sociale consiglia e in un certo qual modo obbliga.

Insomma è così semplice il discorso… ma -ahinoi!- oggi l’ovvietà è andata a carte quarantotto!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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2 Comments on "Un brevissimo ripasso di Teologia Morale per la questione dell’immigrazione"

  1. Cosimo Damiano MARTI | 25 giugno 2018 at 12:48 | Rispondi

    deve entrare tutta l’Africa in Europa?
    e strano gli immigrati sono solo musulmani= e i Cristiani?
    guando tutti si moltiplicheranno allora saremo noi a immigrare

    BABEL e in construzione

  2. emilia marano | 26 giugno 2018 at 16:47 | Rispondi

    trovo giusto pensare che bisogna accogliere con precisi criteri . Anche io penso che là dove i Musulmani sono tanti i cristiani vengono cacciati . Sta succedendo questo in medio oriente .Si possono ancora chiamare fratelli

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