Un giorno pagheremo la colpa del silenzio e della resa!

Il cantante Michele Bravi, noto per aver vinto la settima edizione di X-factor, fece questa dichiarazione: “Non vorrei usare etichette, appartengono alle vecchie generazioni e discendono da un modo di ragionare che considero superato e anche un po’ discriminatorio. Preferisco parlare di relazioni fluide (…) Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso. Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza.” 

Sono di questi giorni due casi che hanno portato alla ribalta il nichilismo che pervade gli ambienti adolescenziali. Quello del ragazzo che ha trovato la morte per provare l’esperienza dell’autosoffocamento e quello del ragazzo caduto dal cornicione di un centro commerciale perché voleva farsi un selfie vivendo il rischio della vita.

Nichilismo totale. Ormai la vita non vale più nulla. Tutto è impietosamente fluido. Le relazioni, la vita, i sentimenti, i pensieri, gli atteggiamenti, lo stesso proprio essere.

D’altronde era perfettamente logico. Annullato l’essere, distrutto il pensiero forte, tutto diviene possibile. Dostoevskiy lo dice chiaramente: quando Dio non c’è, tutto è possibile!

Per rimanere in tema di musica leggera (visto che abbiamo citato Bravi), Mario Lavezzi cantava alla fine degli anni ’70: “Professore, ci hanno rubato tutto e tu che cosa hai fatto? Nella tua casa continuavi a dare il latte al gatto”. 

Questa è la triste situazione. Giovani ormai allo sbando che non sanno nemmeno più di chi innamorarsi. Che ritengono tutto possibile. Che pensano che innamorarsi di una persona dell’altro sesso o dello stesso sesso sia come scegliere una squadra di calcio, con l’aggravante che la squadra di calcio non si cambia, l’ “amore” sì. Giovani che godono nel rischiare la vita senza un perché o un ideale.

Bravi dice che tutto è “fluido”. Constata, approva e vive quello che si respira nell’aria.

E chi deve educare, sta zitto. Come se tutto andasse bene. Peggio: come se queste cose tutto sommato non fossero per nulla gravi.

San Pio da Pietrelcina disse che sarebbe venuto un tempo in cui ai ragazzi sarebbero mancate le lacrime per piangere gli errori dei loro genitori. Ci siamo.

Ma l’esito è chiaro: a dover rispondere non saranno tanto questi ragazzi che sono più o meno “vittime”, saranno coloro che, dinanzi a questo sfacelo… “hanno continuato a dare il latte al gatto”!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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