Un sentito assist all’apologetica… di cui non si può proprio fare a meno

di Isabella Spanò


Ritengo ci sia un gran bisogno di azione apologetica. Non da oggi, né da ieri, ma da moltissimi anni. Questo è un pensiero che mi frulla in testa da un bel po’, avendo constatato come la Fede cattolica di tante persone poggi su basi malferme: sembra che, anche tra i più avanti in età, quello che si era imparato da bambini “a dottrina” non sia stato conservato nella memoria, come se una strana forma di Alzheimer, epidemica peggio del SARS-CoV-2, l’avesse colpita.

È un fatto che i venti delle trasformazioni sociali in senso anticristiano hanno soffiato in modo più furioso di un uragano, travolgendo anche i baluardi che si ritenevano forti e resistenti; il Concilio Vaticano II, che ha posto la Chiesa, in concreto, in funzione ancillare al Mondo, ha completato l’opera.

Muovendomi qua e là per i canali social, ho l’impressione che ciascuno, persino tra i pochi che ancora si professano cattolici, compresi quelli che si autoetichettano “tradizionalisti”, abbia del cattolicesimo una concezione assai personale, un po’ da supermarket della religione: prendo questo, quest’altro lo poso, quello pure lo scarto, mentre quest’altro ancora mi piace e me lo
tengo…

Il clima generale, insomma, è d’impronta protestante, nelle verità da ritenere, nella morale, nella filosofia di vita.

Ma, se vogliamo convenire con quanto ha sottolineato Vittorio Messori nel corso di un’intervista alla Nuova Bussola Quotidiana, il 5 marzo 2016, ciò è di estrema gravità, perché attenta alla nostra natura di esseri razionali; e «L’apologetica è un discorso che, prima di tutto, è a difesa della ragione umana. Prima di essere la difesa dagli argomenti dei non credenti, dalle aggressioni degli avversari della fede cristiana, in particolare cattolica, è la difesa del nostro intelletto».

Quanto necessaria è, dunque, quest’azione apologetica, perpetuata ai giorni nostri da troppo pochi – azione di riscoperta della “matematicità”, per così dire, contro soggettivismo e relativismo, della visione cattolica delle cose.

Appare paradossale, ma un tempo, quando i mali che affliggono la società attuale erano ben lontani, e certe perversioni ancora inimmaginabili, l’apologetica era ben più in auge. Basti pensare ai volumi scritti dall’esimio prof. Luigi Ballerini, vescovo di Pavia, circa un secolo fa, peraltro ancora disponibili online ( https://www.totustuus.cloud/prodotto/ mons-ballerini-breve-corso-di-apologetica/ ), o alle “Rationes decem” (Dieci ragioni) di Sant’Edmund Campion, testo, dalla plurisecolare fortuna, di confutazione delle eresie protestanti, pubblicato nel 1581 ( https://www.totustuus.cloud/prodotto/s-edmund-c-s-j-le-dieci-ragioni/ ). E come dimenticare il “Dizionario dell’omo salvatico”, del 1923, di Domenico Giuliotti e Giovanni Papini ( https://www.totustuus.cloud/prodotto/d-giuliotti-g-papini-dizionario-dellomo-salvatico/ ) – dove si può leggere tra l’altro la preveggente dichiarazione che «la prostituta sterile è l’ultimo radioso ideale, non ancora raggiunto, ma sempre più prossimo, dell’evolvente femmina
novecentista» (p. 21)?

Ormai anche sul web attraverso piccole e grandi piattaforme specializzate nell’editoria vi sono interessanti testi di apologetica, talora anche a prezzi stracciati in quanto disponibili come ebook.

Al posto, insomma, di aprir bocca per quelle che spesso sono solo inutili e opinabili chiacchiere, noi cattolici dovremmo formarci culturalmente per dare conto della nostra Fede ed evangelizzare in maniera efficace; e le opportunità, se lo vogliamo davvero, al giorno d’oggi proprio non mancano – in attesa che l’apologetica maturi ulteriormente e sia sempre più in grado di rispondere alle nuove domande poste dal complesso mondo in cui viviamo.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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