Un tempo si diceva che fosse la verità ad unire… oggi si crede che sia l’unione a fare la verità

Abbiamo selezionato per voi la seconda parte di un interessante articolo che il professore Stefano Fontana ha pubblicato su lanuovabq.it. Riguarda una delle caratteristiche della crisi attuale del Cattolicesimo: l’eresia (perché di eresia si tratta) di ritenere che l’unione faccia la verità e non il contrario.

Il professore Fontana prende spunto da una dichiarazione di monsignor Bassetti, presidente della CEI. Leggiamo…

Il cardinale Bassetti ha fatto appello alla Dottrina sociale della Chiesa. Ma quale dottrina sociale della Chiesa? Tutti i deputati cattolici che hanno votato la legge Cirinnà dicono di averlo fatto ispirandosi alla Dottrina sociale della Chiesa e qualcuno di loro ha anche citato la Evangelium vitae di Giovanni Paolo II e nessun vescovo – o quasi – li ha smentiti.  Molti teologi che parlano di Dottrina sociale della Chiesa sposano visioni teologiche che non permettono ad essa nessuna forma di esistenza. Una statistica ha rivelato che la maggior parte degli appartenenti a congregazioni religiose vota per il PD che certamente non può dire di ispirarsi alla Dottrina sociale della Chiesa. Moltissimi cattolici laici – ma anche preti  e vescovi – sono per il riconoscimento delle coppie omosessuali, per l’adozione di minori da parte loro e per l’eutanasia: non si creda che il caso Biella sia isolato. Che senso ha, in questo contesto, richiamarsi alla Dottrina sociale della Chiesa? E’ uno sterile e ingannevole nominalismo.

La convergenza la si vuole fare non sui contenuti, ma sulla partecipazione e la presenza. Ma partecipazione e presenza, se a servizio di contenuti sbagliati, meglio che non ci sia. Meglio che i cattolici non si impegnino in politica se, impegnandosi, fanno approvare leggi come la Cirinnà senza che i vescovi dicano niente in merito.  

Solo la verità unisce. La convergenza in politica non sarà mai data dall’esserci, ma dai contenuti di questo esserci. E questi contenuti, in Italia, oggi sono lasciati volutamente incerti, quando non se ne indichino di secondari e inadatti, lasciando da parte quelli veramente importanti.

Non è possibile, d’altro canto, fondare la convergenza sui temi amati dal mondo, evitando, per non compromettere il dialogo, i temi veramente scabrosi ma veri dal punto di vista cattolico. Se la CEI lancia la campagna “parrocchie ecosostenibili” ma non dice più una parola veramente significativa sull’aborto di Stato, otterrà consensi ed applausi dal mondo e i teologi ne apprezzeranno la capacità di leggere i segni dei tempi, ma non creerà una vera unità dei cattolici. Si può essere in tanti, ma senza volto non si è nessuno.

Bisogna osservare che la tendenza a passare sopra ai contenuti è piuttosto diffusa nella chiesa di oggi. Stiamo diventano una Chiesa atematica, come per Karl Rahner Dio era atematico. No a verità che dividono, ricerca di un con-venire indipendente dai contenuti ma sufficiente in se stesso, grandi assemblee ma di persone che la pensano in modo uguale solo sulla bellezza di trovarsi insieme in assemblea, superficiale confidenza nello Spirito, come se quello Santo potesse ispirarci cose diverse dai contenuti dogmatici della nostra fede, tendere ponti smussando la dottrina, aprire le parrocchie ad atei, abortisti, buddisti. Prima ci si incontra e poi si decide perché ci si è incontrati. I contenuti vengono ormai sempre dopo e su questo qualcosa che viene dopo si vorrebbe costruire una convergenza politica prima? Dobbiamo dire che è impossibile. I vescovi ricomincino a fare chiarezza sui contenuti. Il resto verrà.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Un tempo si diceva che fosse la verità ad unire… oggi si crede che sia l’unione a fare la verità"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*