Un’affascinante verità: Il Dio cattolico è luce!

C’è una verità affascinante di cui ogni cattolico dovrebbe prendere coscienza: Dio è Luce! Ovviamente senza nulla togliere a quelli che sono gli attributi costitutivi di Dio che la buona filosofia ci fa conoscere. Insistiamo sul concetto di “Dio cattolico” perché a riguardo dobbiamo evitare un relativismo che, studiando attentamente le varie religioni, viene abbondantemente smentito

Nella lingua spagnola per indicare l’uomo si usa la parola “hombre”. C’è chi afferma che questa parola, pur derivando dal latino “homo-hominis”, abbia volutamente un’assonanza fonetica con la parola “ombra”. Tale assonanza ha una ragione ed è anche significativa, sta a significare che l’uomo altro non è che un’ombra, cioè una realtà che vive grazie a qualcos’altro; come –appunto- l’ombra che può essere vista solo se c’è la luce. Essa si definisce ed è riconoscibile se c’è qualcosa che illumina un oggetto, altrimenti non c’è, non esiste, non è riconoscibile. Così l’uomo. Questi non vive di vita propria, non è autosufficiente, non si è dato la vita da sé. Esiste perché qualcuno lo ha fatto esistere, altrimenti non ci sarebbe.

Ma attenzione: l’ombra ha un’altra caratteristica. Essa non esiste solo perché un tempo la luce illuminò, ma perché questa (la luce) continua ad illuminare. E se la luce è ad intermittenza, anche l’ombra compare e scompare. La vita dell’uomo è così. Essa c’è non solo perché Dio in un determinato tempo lo ha posto in essere, ma anche perché Dio continua a mantenerlo nell’essere. Concetto, questo, che in filosofia si indica con la definizione di “causa sussistente”.

Kasatkina Tat’jana è una filosofa russa, nonché critica letteraria. Non sempre afferma cose condivisibili, per esempio in merito al processo di secolarizzazione, ma in un suo libro dedicato a Dostoevskij, dal titolo “Dostoevskij, il sacro e il profano”, scrive queste interessanti e puntuali parole: Le vetrate delle chiese possono manifestare che nella creazione tutto esiste solo grazie alla luce che viene dall’esterno, che tutto si rianima solo grazie a una fonte luminosa che proviene da un mondo che è oltre, e che, se la fonte si esaurisce, scompare. Le vetrate mostrano letteralmente che la vita delle cose è possibile solo alla luce del sole, solo sotto lo sguardo del Signore, e che le stesse cose illuminate dalla luce artificiale che viene dall’interno, appaiono oscure e vaghe. Basta che il Signore si giri, perché la vita delle cose si spenga, la loro carne scompaia, la forma si corroda.” Si tratta di una bella considerazione: nelle cattedrali la luce delle vetrate ha un preciso significato simbolico. Sta a significare la necessità dell’irruzione della luce. Non solo l’importanza della luce in sé, ma la sua irruzione. La luce come fonte e come vita, la luce come aria, la luce come senso dell’essere e del reale, la luce come definizione di ciò che esiste. La luce che fa esistere. La luce come creazione. Dunque, la luce come Dio. Prima però abbiamo detto che l’ombra per esistere non ha solo bisogno della luce che ha illuminato nel passato, ma di una luce che continui ad illuminare nel presente. E infatti Kasatkina Tat’jana precisa: “Basta che il Signore si giri, perché la vita delle cose si spenga, la loro carne scompaia, la forma si corroda.” Soffermiamoci su quest’ultima espressione: “… la forma si corroda”. Dice tutto, sintetizza in maniera perfetta: senza la luce, cioè senza Dio, non solo non è possibile vedere nulla, non solo si perde l’orientamento e sopraggiunge il panico (tipico stato d’animo che attanaglia quando ci si trova improvvisamente in un luogo completamente buio), ma si verifica una corruzione del reale, cioè un suo stravolgimento, una sua perdita, una sua dissoluzione. E’ quello che accade ai nostri giorni dove tutto si sta corrompendo, dove il vero il buono e il bello è difeso da pochi. Dove si pretende di ritenere bene il male e il male bene. Dove finanche ciò che dovrebbe essere più ovvio, viene messo in discussione. Dove non solo l’uccisione dei bambini nel grembo delle madri viene ritenuto un diritto ed una conquista civili, ma dove si persegue finanche la distruzione dell’essere padre e dell’essere madre; e dove la convinzione secondo cui siano necessari i modelli maschili e femminili per la buona crescita di un bambino viene ritenuta una convinzione maldestra. Dove addirittura “luminari” della scienza si permettono di dire che una coppia di omosessuali manifesterebbe un amore più puro di una coppia formata da un uomo e una donna. Dove finanche chi è chiamato a difendere i più semplici dagli errori si permette di dire che forse due omosessuali vivendo insieme possono aiutarsi a vicenda.

E’ la luce che manca. O meglio la luce c’è, ma gli occhi si sono troppo accecati per poterla vedere. E nel contempo manca la passione di cercare questa luce, di preparare i propri occhi a farsene conquistare, a lanciarsi nella sua attrazione.

I santi no. I santi vivono di questa passione. San Pio da Pietrelcina in una lettera parla della sua anima che non sopporta quando il Signore sembra nascondersi, che pretende la sua presenza, che non può fare a meno del fuoco di Dio, della luce di Dio: “Chi può separare o spegnere questo fuoco, che in petto mi arde di fiamme sì accese per voi? Deh! O Signore, non vogliate prendervi gusto a nascondervi; voi comprendete quale scompiglio ed agitazione s’impossessano di tutte le potenze dell’anima e dei sentimenti ancora essi! Voi vedete che non regge al crudele strazio di quest’abbandono la poverina, perché troppo innamorata di voi, bellezza infinita.”

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

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