Una verità dimenticata: il fine primario del cristiano non è la propria felicità, ma la gloria di Dio

Uno degli aspetti tipici della svolta “antropologica” della crisi postconciliare è aver dimenticato una verità sacrosanta della Teologia spirituale, ovvero che il fine primario dell’uomo non è la propria santificazione, ma sempre e comunque la glorificazione di Dio.

Vediamo perché.

Due sono i fini della vita cristiana. Un fine ultimo e assoluto ed un fine prossimo e relativo.

Il primo (ultimo e assoluto) è la gloria di Dio.

Il secondo (prossimo e relativo) è la santificazione dell’anima.

Nell’ambito della gloria di Dio si può fare questa distinzione: c’è la gloria di Dio intrinseca e c’è la gloria di Dio estrinseca.

La intrinseca è ciò che sgorga dalla vita intima di Dio.

La estrinseca è la gloria che procede dalle creature.

Va ricordato che Dio è infinito ed essendo tale può soddisfarsi solo con se stesso. Ma Dio è amore e, proprio perché amore, ha creato gratuitamente, ha voluto che altri partecipassero a ciò che solo Lui possiede: l’essere. Fermo restando che Dio ha creato per la sua gloria.

Veniamo alla gloria di Dio estrinseca. Il fine ultimo e assoluto di tutta la vita cristiana è glorificare Dio. L’anima deve mirare principalmente a questo. Nulla deve prevalere su questo. Il desiderio della propria salvezza e della propria santificazione deve passare in second’ordine. San Paolo lo dice chiaramente: “Fate tutto a gloria di Dio.[1]

In realtà a questo pensiero, mirare unicamente alla gloria di Dio, i Santi sono arrivati al vertice del loro itinerario spirituale. Solo Gesù e Maria sin da subito lo hanno vissuto e messo in opera.[2]

Dopo la glorificazione di Dio, subordinandola a questa, il cristiano deve pensare alla santificazione della propria anima.

La santificazione è un obiettivo di tutti. Ovviamente sono diversi i grandi a cui ognuno è predestinato. Ma –lo ripetiamo- l’obiettivo è di tutti.

C’è una domanda importante che dobbiamo porci: cosa occorre per essere santi?

Ci sono due atti:

1) Configurarsi a Cristo

2)Unirsi a Dio mediante l’amore e nella perfetta conformità alla Sua volontà.

[1] 1 Corinti 10,31.

[2] Cfr.A.Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.11.

Dio è Verità, Bontà e bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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