VIA PULCHRITUDINIS – 14

VIA PULCHRITUDINIS

Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che è importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”, che non solo soddisfa pienamente l’intelligenza con la sua inappuntabile logica, ma anche il cuore con il suo costitutivo e irresistibile fascino. 
Ed ecco perché le nostre meditazioni devono muovere anche dalla contemplazione della Bellezza, utilizzando quella che si è soliti definire la “Via Pulchritudinis”… appunto: la “Via della Bellezza”, che è il Terzo Sentiero de “Il Cammino dei Tre Sentieri”

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L’OPERA

Noia, di Walter Sickert (1860-1942), coservato alla Tate Gallery di Londra

 Il titolo è molto chiaro: Noia. E in questo dipinto la noia è evidente.

Un uomo è seduto fumando un sigaro.

Una donna è alle sue spalle e fissa un quadro che chissà quante volte ha già fissato.

Il tempo figura come una condanna: non passa.

C’è un silenzio incombente, perché i personaggi fanno chiaramente capire che sono in un tedioso silenzio.

E poi ci sono gli sguardi.

Quello dell’uomo è visibile ed è di suo significativo. Gli occhi sembrano persi nei ricordi. Forse sta pensando a qualcosa di piacevole che è volato via e che non può più ritornare.

Quello della donna non è visibile, ma è facilmente immaginabile. Anch’esso è perso nei ricordi.

Ecco dunque due temi che si rendono protagonisti del dipinto: il tempo che non passa e la nostalgia.

Quando si è vinti dalla convinzione che ciò che è passato non può tornare, che tutto si è smarrito in un impietoso finire, allora non resta che il tedio.

Il perché del nulla opprime.

E non c’è sigaro né sguardo perso per l’ennesima volta su una pallida parte che possano bastare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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