Via Pulchritudinis n.14

L’OPERA
“Cena in Emmaus” dipinto di Caravaggio (1571-1610), conservato alla “National Gallery” di Londra.

I discepoli di Emmaus hanno incontrato il Signore risorto, ma non lo hanno ancora riconosciuto. Hanno parlato con Lui, ma non sono riusciti ancora a “scoprire” il suo volto. Tutto si risolve allorquando decidono di mangiare con quel “forestiero”.

Al momento della benedizione e dello spezzare il pane, tutto diventa chiaro, manifesto, inequivocabile: è Lui, è veramente Gesù!

Sulla scena c’è una tavola piena di ottime pietanze. C’è selvaggina, pane, frutta. Non manca l’acqua né il vino.

Colpiscono alcune cose: lo sguardo apparentemente indifferente di Gesù e l’atteggiamento dei tre discepoli.

Il discepolo di destra sta ancora parlando dell’accaduto, cioè della crocifissione del loro maestro; quello in piedi forse sta iniziando a capire che quel “forestiero” ha un che di misterioso… e quello di fronte sembra già aver capito tutto, tant’è che il suo sguardo, pur non visibile, mostra un evidente stupore e sta anche alzandosi dalla seggiola.

Ma tutte e tre i discepoli sono accomunati da un guardare in una stessa direzione: il “forestiero” che sta benedicendo il cibo.

Un ultimo particolare: c’è un’ombra anomala che si intravede sulla parete di fondo.

Tutto si risolve nello straordinario

Dicevamo: lo sguardo di Gesù è distaccato, pare addirittura indifferente. Sembra quasi che Gesù voglia sottolineare che ciò che sta compiendo sia qualcosa di “ordinario” quando invece non è così.

E’ in quel gesto, che sembra essere di tutti i giorni, che si sta risolvendo la questione per quei poveri discepoli, attanagliati dalla tristezza che il loro seguire Gesù si era rilevata una pura illusione.

Così avviene anche nella nostra vita. Non solo quando meno ce lo aspettiamo, il soprannaturale irrompe nella nostra vita; ma ciò avviene nel “vento leggero” di Elia (1Re, 19), cioè tra le cose quotidiane, quelle più semplici e più scontate.

Malgrado la possibile incomprensione, si è presi dal mistero

Dal dipinto si scorge come i tre discepoli abbiano tre atteggiamenti diversi.

Quello di destra sta ancora parlando dell’accaduto, la crocifissione del loro maestro; quello in piedi sta iniziando a capire che quel “forestiero” ha un che di misterioso… e quello di fronte sembra già aver capito tutto.

Ma lo sguardo dei tre ha una sola direzione.

Tre atteggiamenti diversi, ma un solo sguardo.

Ciò significa che ogni uomo, indipendentemente dallo stato di comprensione in cui si trova, ha in sé un desiderio ineludibile: un desiderio di “finalizzare” il proprio esistere, di dare uno scopo ragionevole alla propria vita.

C’è chi vuol distruggere tutto…

C’è un’ombra un po’ strana sulla parete di fondo. Strana, perché non riproduce esattamente la forma di Gesù.

Strana, anche perché non sembra esserci una luce che dall’esterno illumini i personaggi, ma (particolare questo che contraddistingue la pittura caravaggesca) la luce fuoriesce dal centro della scena e dal volto dei personaggi.

Inoltre, si sa che Caravaggio è estremamente preciso nella descrizione delle forme… e l’ombra non ha una forma precisa.

Se si fa attenzione, nell’ombra c’è addirittura una punta che potrebbe essere (ma non è) la proiezione dell’indice della mano destra di Gesù; non è perché non combaciano le forme.

E allora?

Potrebbe essere troppo azzardata la nostra interpretazione, ma in questa ombra anomala si potrebbe vedere un’altra costante della vita: c’è chi minaccia la nostra vita, c’è chi non vuole il nostro bene, la nostra santità, il nostro riconoscere Gesù come il Signore di tutto… costui è il diavolo!

 Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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