Via Pulchritudinis n.18

L’OPERA

Noia, di Walter Sickert (1860-1942), coservato alla Tate Gallery di Londra

 Il titolo è molto chiaro: Noia. E in questo dipinto la noia è evidente.

Un uomo è seduto fumando un sigaro.

Una donna è alle sue spalle e fissa un quadro che chissà quante volte ha già fissato.

Il tempo figura come una condanna: non passa.

C’è un silenzio incombente, perché i personaggi fanno chiaramente capire che sono in un tedioso silenzio.

E poi ci sono gli sguardi.

Quello dell’uomo è visibile ed è di suo significativo. Gli occhi sembrano persi nei ricordi. Forse sta pensando a qualcosa di piacevole che è volato via e che non può più ritornare.

Quello della donna non è visibile, ma è facilmente immaginabile. Anch’esso è perso nei ricordi.

Ecco dunque due temi che si rendono protagonisti del dipinto: il tempo che non passa e la nostalgia.

Quando si è vinti dalla convinzione che ciò che è passato non può tornare, che tutto si è smarrito in un impietoso finire, allora non resta che il tedio.

Il perché del nulla opprime.

E non c’è sigaro né sguardo perso per l’ennesima volta su una pallida parte che possano bastare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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3 Comments on "Via Pulchritudinis n.18"

  1. Buongiorno gentile redazione, potremmo parlare ,a proposito del bellissimo articolo di cui sopra, anche di accidia?l’ozio dello spirito, dell’Anima…
    Dante li colloca all’Inferno( giustamente).
    Mi piacerebbe leggere una Vs. opinione
    grazie

  2. grazie lo vado a leggere…

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