La “Via Pulchritudinis” n.17

Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che è importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”, che non solo soddisfa pienamente l’intelligenza con la sua inappuntabile logica, ma anche il cuore con il suo costitutivo e irresistibile fascino. Ed ecco perché le nostre meditazioni devono muovere anche dalla contemplazione della Bellezza, utilizzando quella che si è soliti definire la “Via Pulchritudinis”… appunto: la “Via della Bellezza”, che è il Terzo Sentiero de “Il Cammino dei Tre Sentieri”

L’OPERA

“Sacra Famiglia con angeli” del pittore olandese Rembrandt (1606-1669)

LA SCENA

Siamo nella casa della Santa Famiglia.

Gesù è ancora infante e sta riposando in una comoda culla che la Mamma ha ben preparato per lui.

San Giuseppe è al lavoro.

L’attenzione dell’osservatore viene principalmente colpita dalla Madre, la quale, mentre è intenta a leggere le Scritture, si preoccupa di vigilare sul riposo del Bimbo.

Lo sguardo della Vergine è attento, vuole che il riposo del Bambino sia sereno, ma è uno sguardo che esprime anche altro: la Madre, leggendo le Scritture, fissa il Divino Bambino per constatare come tutto si sia compiuto, come l’Eterno si sia fatto carne. Due angeli sovrastano la scena.

Quello più in basso ha però un movimento di ali diverso rispetto all’altro angelo.

Se si fa attenzione il suo sguardo è quasi identico a quello della Vergine, mentre le ali formano una specie di “volta”, protettiva e regale, alla scena.

Nell’ordinario, lo straordinario

San Giuseppe sta lavorando.

E’ il lavoro solito, quell’umile ma indispensabile lavoro del falegname.

Sempre gli stessi movimenti, sempre gli stessi colpi di martello, sempre gli stessi chiodi e gli stessi trucioli da spazzar via al termine della giornata.

Ma, proprio quando tutto si svolge nella sua ripetitiva ordinarietà, lo Straordinario è presente e accompagna quei gesti.

Lo Straordinario del Signore dell’intero universo è lì, in una culla a riposare.

Nelle case dei potenti di allora chissà quante cose nuove, chissà quante feste e bagordi, chissà quanto chiasso… ma tutto insignificante.

Invece, nell’ordinarietà silenziosa dell’umile Casa di Nazareth sta riposando il Sapore unico, che -solo- può dare significato a tutto.

L’ideale nel reale

La Vergine legge e constata.

Constata quanto la promessa si sia realizzata, quanto ciò che era stato annunciato a parole sia diventato “fatto”.

L’Ideale non è un’astrazione, ma compimento e sublimazione del reale.

L’Incarnazione è il compimento del Logos e il Logos si rende visibile e incontrabile.

Il tutto è significato dal movimento d’ali dell’angelo più in basso che fa capire come il sacro della scena sia da “incoronare”, così come una “volta” di una chiesa “incorona” l’altare maggiore.

L’angelo vuol far capire come in quella scena si “raccolga” la Storia. Infatti, gli accadimenti trovano senso, si “raccolgono” per l’appunto, quando in essi è presente l’Ideale.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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