Vuoi conoscere cattolicamente la storia? Allora “contestualizza” e non “storicizzare”

Cari pellegrini, ritorniamo sul discorso che il Papa ha fatto al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione l’11 ottobre scorso. In quella circostanza il Santo Padre ha fatto riferimento alla pena capitale (di questo abbiamo già parlato e fatto alcune considerazioni). Nel trattare l’argomento ha espresso giudizi che pongono una questione importante, ovvero come il cattolico debba rapportarsi alla storia e quindi come “cattolicamente” la storia debba essere letta.

Come è nostro uso, cercheremo di essere brevi e schematici sempre al fine di offrire dei parametri per aiutarvi nell’apostolato e nell’apologetica, insomma perché ognuno si possa persuadere per persuadere.

Per la conoscenza storica è importante tener presente due categorie: la storicizzazione e la contestualizzazione. Spesso queste due parole vengono utilizzate come sinonimi, ma in realtà per l’analisi storica non hanno lo stesso significato.

Storicizzare vuol dire relativizzare. Tutto ciò che accade nella storia, in quanto accade, sarebbe sempre giusto. Quel bene che oggi possiamo conoscere, prima non c’era, non si era ancora completamente svelato e si è potuto manifestare solo grazie al progresso della storia. Per cui chi viveva nel passato non poteva che applicare un bene dimezzato.

Contestualizzare non è relativizzare le categorie morali, ma cercare di capire perché il bene nel passato era anche nell’utilizzare mezzi che oggi praticheremmo più difficilmente. Bene e male sono categorie immutabili; ciò che può cambiare nel corso della storia sono solo le maturazioni e le considerazioni che spingono a scegliere per il bene una determinata cosa.

Facciamo un esempio per capire meglio. Prendiamo il principio della “guerra giusta”, principio consolidato nella teologia morale. Tale principio afferma che uno Stato ha il diritto di difendere la sua libertà e se, come extrema ratio, è costretto a combattere, può farlo. Ebbene, come dicevamo, questo principio è sacrosanto. E’ ovvio però che tale principio debba essere proporzionato ai possibili effetti. Oggi come oggi è giusto che per utilizzare questo principio ci si pensi non una sola volta, ma dieci volte, perché -oggi come oggi- ci sono armamenti che potrebbero causare un punto di non ritorno.

Ecco dunque che un conto è il principio, altro le possibilità di applicazioni di questo stesso principio.

Se invece volessimo negare il principio in quanto tale, allora non contestualizzeremmo bensì storicizzeremmo. Ovvero accetteremmo l’idea secondo la quale i parametri di bene e di male possano venire decisi dalla storia. Ma ciò sarebbe una sorta di “situazionismo storico”, cosa per nulla compatibile con il credo cattolico.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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