23 luglio: sant’Apollinare vescovo… colui che insegna a non abbattersi quando l’apostolato sembra non aver successo

Sant’Apollinare, vescovo di Ravenna nel I secolo, è considerato martire pur non avendo subito morte violenta. Il suo martirio fu la capacità di resistere ed eroicamente perseverare malgrado molteplici ed ininterrotte difficoltà.

Scrive Piero Bargellini nel suo Mille santi al giorno: “Nella sua opera di evangelizzazione, Santo Apollinare incontrò terribili difficoltà nell’odio, nell’egoismo, nell’incredulità che lo circondarono. Contro queste difficoltà si logorò la vita del Santo Vescovo, che pur nel mosaico di Classe è rappresentato in atteggiamento estatico e sereno, ma che in realtà fu uomo di dura e combattuta vita. E’ stato infatti considerato sempre come martire, benché la sua morte non sia stata violenta. Martire di un supplizio lunghissimo, durante tutto il suo episcopato. Soltanto dopo la morte si rivelarono, nella dolce terra ravennate, i frutti della sua predicazione e del suo esempio. La civiltà della nuova capitale dell’Impero fu eminentemente e altamente cristiana, e le sue radici affondarono tenaciamente nel ricordo e nel culto di quel vescovo.”

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