1.Nel Canto XXX del Paradiso, Dante, guidato da Beatrice, ascende nell’Empireo ed esprime il suo sguardo pieno di stupore con l’espressione “…luce intellettual, piena d’amore…“. Si tratta di una espressione di una completezza straordinaria, talmente straordinaria che possiamo dire che in queste poche parole sia racchiusa tutta la teologia cristiana. Vediamo perché.
2.In tale espressione vi è la perfetta unione tra conoscenza e amore, ma anche la giusta propedeuticità logica dove la conoscenza precede l’amore. Infatti, non vi può essere amore se prima non si conosce. Nello stesso tempo, però, in questi versi di Dante la propedeuticità logica non si trasforma in priorità ontologica, perché l’amore è sempre più grande della conoscenza.
3.Con queste parole di Dante si coniugano perfettamente le due grandi scuole teologiche del medioevo, quella domenicana (il cui vertice è il pensiero di san Tommaso) e quella francescana (il cui vertice è il pensiero di san Bonaventura). Nella prima, quella domenicana, l’accento sembra andare sulla gioia beata come effetto della conoscenza (la contemplazione) di Dio; nella seconda, quella francescana, l’accento sembra invece andare sulla gioia beata come effetto dell’abbraccio eterno (l’amore) con Dio.
4.In realtà si tratta di due posizioni che ben si completano…e si completano proprio nell’espressione dantesca che dice per l’appunto: “Luce intellettual, piena d’amore; amor di vero ben, pien di letizia; letizia che trascende ogne dolzore”. Ovvero: “Luce intellettuale, piena d’amore; un amore di autentico bene, pieno di gioia; una gioia che supera ogni dolcezza”.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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