Perché in tutte le civiltà pagane è esistita la schiavitù?

La schiavitù è stata presente di fatto in tutte le civiltà precristiane, anche lontanissime fra loro. Fu presente nell’Antico Egitto, nella Mesopotamia, nella Grecia Antica, nell’Impero Romano, nell’India Vedica, nella Cina antica, nelle civiltà africane, nelle civiltà precolombiane…

in questi contesti, la schiavitù era spesso considerata normale e legittima, legata a prigionia di guerra, debiti, nascita da genitori schiavi, punizioni penali.

La spiegazione di questo non è difficile da individuare e capire. Tutte le antropogonie (concezioni sulla creazione dell’uomo) del mondo pagano, pur con le loro ovvie differenze, sono accomunate dalla convinzione che il divino avrebbe generato l’uomo per servirsene, cioè come strumento per sé.

Da qui una logica: se Dio, il Divino, gli dèi…hanno creato l’uomo per servirsene, perché l’uomo non può servirsi di un altro uomo? Se Dio, perché più potente, può ridurre l’uomo a strumento, perché non dovrebbe fare lo stesso un uomo che riesce ad imporsi ad un altro uomo?

Con il Cristianesimo cambia tutto. Dio ha creato per amore. Ma non solo: Dio ha sacrificato la sua stessa vita per salvare l’uomo. Dunque, ogni uomo è tenuto ad amare e spendersi per l’altro. Non c’è più una ragione “logica” per la schiavitù.

Si potrebbe però fare un’obiezione: se il Dio biblico che crea liberamente per amore non può spiegare la nascita della schiavitù, come mai presso gli Ebrei la schiavitù esisteva ugualmente? La risposta anche qui è semplice. Prima di tutto se è vero che gli Ebrei hanno sempre creduto in una creazione libera e gratuita da parte di Dio, è pur vero che a loro è mancato, non credendo nell’Incarnazione, il Dio che arriva a sacrificarsi per l’uomo. Inoltre va detto -e questo è ancora più importante- che non si può paragonare la schiavitù delle civiltà pagane con il servaggio del mondo ebraico. I servi (detti “eved”) erano in quel contesto riconosciuti come persone, essi avevano tutele giuridiche importanti. Un servo non era mai servo a vita. Veniva liberato ogni sei anni, oppure nell’anno giubilare. Un servo ebreo non poteva essere trattato arbitrariamente. Se il padrone lo feriva gravemente, il servo otteneva la libertà. L’omicidio di un servo era punito. Insomma, nell’Antico Israele il servo era una “persona” non una cosa.


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