30 novembre: Sant’Andrea Apostolo. Cosa ci ricorda la sua croce decussata?

La tradizione vuole che sant’Andrea sia stato crocifisso non sulla classica croce, ma su una decussata (a forma di X). Si narra, infatti, che fu stesso lui a chiederla perché si sentiva indegno di fare la stessa morte di Gesù.

Nella vita dell’uomo la Croce non può mancare.

La Croce è il segno della sofferenza che comunque è presente nella vita di ognuno.

Il cristiano non può rifuggirla, piuttosto la deve abbracciare per salvare se stesso e gli altri.

Ma la Croce include tante croci. C’è chi ha un problema, chi ne ha un altro. E nella stessa vita le prove si alternano, si succedono in varia misura e caratteristica.

Ma non vale quella stolta convinzione che ben denuncia Honore de Balzac (1799-1850) quando fa porre questo interrogativo ad un suo personaggio ne La pelle di Zigrino: “Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri?” No, non vale, perché la Croce è Croce, indipendentemente da chi la vive, indipendentemente da cosa sia. Lo scrittore triestino Scipio Slatapater (1888-1915), volontario nella Grande Guerra e morto sul campo di battaglia, ne Il mio Carso dice giustamente quanto possa essere vario il soffrire umano: “La terra ha mille patimenti. Su ogni creatura pesa un sasso o un ramo stroncato o una foglia più grande o il terriccio di una talpa (…).”

Dunque, la Croce è il Significato ultimo che dà senso ad ogni sofferenza; ma le sofferenze possono essere tante e diversissime tra loro.

La croce decussata di Sant’Andrea ci ricordi questo: che ogni sofferenza, per quanto diversa, è inclusa e acquista significato nell’unica Sofferenza, quella della Croce del Calvario.


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1 Comment on "30 novembre: Sant’Andrea Apostolo. Cosa ci ricorda la sua croce decussata?"

  1. Stupendo messaggio 🥀

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