Feria IV infra Hebdomadam IV Adventus

Introito (Isaia 45, 8)

Stillate, o cieli, dall’alto la vostra rugiada e le nuvole piovano il giusto: si apra la terra e germogli il Salvatore.


Epistola (2 Corinti 4, 1-5)

Fratelli, gli uomini ci devono considerare come ministri di Cristo, e amministratori dei misteri di Dio. Orbene, ecco ciò che si chiede agli amministratori: che siano fedeli. Poco importa a me d’essere giudicato da voi o da un tribunale di uomini, anzi, neppure mi giudico da me stesso. Anche se non ho coscienza di alcuna colpa: non per questo sono giustificato: chi invece mi giudica è il Signore. Perciò non giudicate prima del tempo, fino a che venga il Signore, che illuminerà i segreti occulti e farà conoscere i disegni dei cuori: ed allora ognuno avrà da Dio la sua lode.


Vangelo (Luca 3, 1-6)

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, essendo governatore della Giudea Ponzio Pilato, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, essendo sommi sacerdoti Anna e Caifa: la parola del Signore venne nel deserto su Giovanni, figlio di Zaccaria. E costui andò nelle terre intorno al Giordano predicando il battesimo di penitenza in remissione dei peccati, come sta scritto nel libro del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: preparate le vie del Signore: appianate i suoi sentieri: saranno colmate tutte le valli, e i monti e i colli saranno abbassati: i sentieri tortuosi saranno rettificati e quelli scabrosi appianati: e ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. 


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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