Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.40)

(a cura di Pierfrancesco Nardini)

Comprendiamo noi come le tre Persone divine, benchè realmente distinte, sono un Dio solo? Noi non comprendiamo né possiamo comprendere come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un Dio solo: è un mistero

Con questo numero San Pio X mette l’uomo di fronte al suo limite ontologico rispetto a Dio, gli fa capire quanta velleità ci possa essere in alcuni errori che lo vorrebbero addirittura divinizzare, parificare a Dio.

L’impossibilità umana di comprendere, anche dopo che sono rivelati da Dio, alcuni misteri della fede è la diretta conseguenza di questo limite: l’uomo non comprende perché si tratta di verità riguardanti un Essere infinito ed eterno che “sta ad un altro livello” (così direbbero i giovani oggi).

La mente umana arriva fino ad un certo punto.

Riesce a capire che Tizio, Caio e Sempronio sono tre persone differenti, che non si possono confondere e che non possono diventare una sola persona. Riesce anche a capire che Dio è uno.

Non arriva però a capire, e non può arrivarci, come un solo Dio possa essere in tre Persone distinte tra loro che sono tutte e tre Dio alla stessa maniera. Come può arrivare la mente umana a capire che uno è tre e tre è uno?

L’uomo non può arrivare a comprenderlo perché è un mistero.

Al n. 30 San Pio X ci aveva insegnato che il mistero «è una verità del tutto superiore ma non contraria alla ragione», che dobbiamo credere per l’autorità di Chi ce lo ha rivelato, Dio.

L’Unità e Trinità di Dio è uno dei due misteri principali della fede e, probabilmente, è quello più incomprensibile per la limitata mente umana.

Ribadiamo, come fatto nel commento al n. 30, che un mistero non è assurdo, non è in contrasto con la ragione, non è impossibile in assoluto. È solo superiore alla ragione.

Se è comunque una verità rivelata da Dio non può essere in contrasto con Lui, non può dar vita a qualcosa di contraddittorio. Il Concilio Vaticano I spiegava, infatti, che un mistero divino, proprio perché rivelato da Dio, «non può essere contrario a nessuna verità evidente» (Sess. 3, c. 4).

L’incomprensibilità di alcuni misteri è dunque non su un piano di impossibilità ma di limitatezza e incapacità della mente umana.

Se ci sono alcuni misteri umani, alcune leggi scientifiche o teorie che risultano difficili da capire a moltissime persone, si capisce per le dovute proporzioni l’impossibilità di comprendere i misteri divini.

Questo è assolutamente logico. Come, infatti, «in un bicchiere non può entrare tutta l’acqua del mare. Tanto meno nella nostra piccola intelligenza può comprendersi l’infinita sapienza di Dio» (Casali).

Si torna a ribadire quanto osservato nel commento al n. 30: non sarebbe normale se le verità oggettive, date da Dio agli uomini, fossero tutte assolutamente comprensibili per la mente umana. La differenza ontologica è tale da rendere invece normale l’incomprensibilità di qualche verità.

Basti pensare che queste verità di cui parliamo sono l’essenza stessa di Dio per capire che queste verità sono esse stesse ontologicamente superiori all’uomo. Questo è sufficiente per chiarire l’impossibilità per la mente umana di comprenderle tutte appieno.

Che l’Unità e la Trinità di Dio siano un mistero incomprensibile per la mente umana è stato insegnato in modo infallibile dalla Chiesa: formano il più grande tra i misteri che «ci vengono proposti a credere, misteri nascosti in Dio, che non possono essere conosciuti se non sono rivelati da Dio», ma che, come tutti i misteri divini, «eccedono talmente per la loro natura l’intelletto creato, che anche dopo che sono stati rivelati e che si è ricevuta la fede, sono coperti dal velo della stessa fede» (Concilio Vaticano I, sess. 3, c. 4).

Cosa deve fare dunque l’uomo di fronte a questi misteri per lui incomprensibili?

Ci si deve intanto render conto della differenza tra creatura e Creatore, tra essere finito ed Essere infinito, che è concetto importantissimo per non perdere le giuste “misure” tra noi e Dio e non incorrere nell’errore di pensarsi come Lui.

Si può poi ragionare sul fatto che, nonostante l’incomprensibilità di questi misteri, la nostra ragione è in grado però di controbattere alle argomentazioni di chi li nega, dimostrandone la verosimiglianza e anche la ragionevolezza, ossia il fatto che non siano assurdi.

Si deve poi seguire il consiglio del Dragone, ossia «pieghiamo la nostra mente e adoriamo con la fede i divini misteri, che non possiamo comprendere perché troppo alti e fulgidi».

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