Nella Bisaccia: Dostoevskij

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica. 

La più grande felicità è conoscere le cause dell’infelicità.

(Fedor Dostoevskij – Diario di uno scrittore)

Può sembrare una frase paradossale quella che abbiamo scelto per questa Bisaccia. Un piacevole gioco di parole, e basta. E’ invece una frase profondamente vera.

Sono parole che aprono all’unica risposta possibile quando ci si chiede: Cos’è la felicità?

Ebbene, l’unica risposta è questa: La felicità non è alternativa alla sofferenza, bensì alla disperazione.

Questo è l’unico, possibile, destino che è dato all’uomo.

Dopo il peccato originale, la sofferenza e il dolore sono ineliminabili, ma ciò non significa che possano essere dei macigni insopportabili; né tanto meno delle angustie senza significato.

La risposta c’è ed è la Croce di Cristo. Unica e persuasiva risposta.

Ecco perché il grande scrittore russo dice che la più grande (cioè: l’unica vera) felicità è quella di capire perché si soffre (conoscere le cause dell’infelicità).

I Santi arrivano finanche a desiderare la felicità. Non per la felicità in sé, ma per cosa questa possa significare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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1 Comment on "Nella Bisaccia: Dostoevskij"

  1. Dio avrà sicuramente già ricompensato Dostoevskij e anche
    VOI..

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