LA SOSTA – La clinica spagnola che “produce” gli ovuli per il “mercato” italiano

Intracytoplasmic sperm injection , sperm injected into an oocyte , detailed illustration

(FONTE: corriere.it)

Sul corriere.it Simona Ravizza parla della clinica di Marbella (Spagna) dove si prelevano ovuli destinati al “mercato” italiano. La vita umana a disposizione del desiderio individuale, segno chiaro di una degradazione che nessuno può negare.

Scrive Ravizza: Il viaggio degli ovuli che permette alle coppie italiane di avere un figlio con la fecondazione eterologa inizia in avenida Severo Ochoa, un viale di Marbella a due passi dal mare. Sulla facciata di un palazzo bianco, di fianco alle gigantografie di donne incinte e neonati, svetta un cartellone: «Hazte donante de óvulos. Tu generosidad será compensada». Diventa donatrice di ovociti. La tua generosità sarà ricompensata. Dal 2012 a oggi all’appello hanno risposto milletrecento donne spagnole, tra i 18 e i 30 anni. Giovani forniscono gli ovuli a un’Italia.

In avenida Severo Ochoa si trova Ovobank, la prima banca di ovociti in Europa, il principale punto di riferimento degli ospedali e delle cliniche italiane. La sua avanzata (e il suo business) nel nostro Paese sta crescendo a un ritmo sorprendente: sulla scrivania del proprietario di Ovobank, Enrique Criado Scholz, ci sono 20 contratti in attesa di firma che vanno ad aggiungersi ai 40 già attivi (tra cui il Careggi di Firenze e Pordenone). Sui computer del Dipartimento internazionale compaiono una dopo l’altra richieste da Milano, Bologna, Padova e Roma. Nelle email in arrivo vengono specificate le caratteristiche delle donne che vogliono provare ad avere un bimbo con il seme del partner ma l’ovocita di una donatrice: età, gruppo sanguigno, altezza, tipo di pelle, colore dei capelli e degli occhi. «Riceviamo tra le 100 e le 150 richieste dall’Italia ogni mese — spiega Adelaida Gonzales Vazques —. Il nostro programma informatico seleziona automaticamente la donatrice più compatibile dal punto di vista immunologico e fisico». Così sui 600-700 ovuli prelevati e congelati mensilmente nei laboratori, oltre il 60% è diretto nel nostro Paese. Ci arrivano con un viaggio in auto di due giorni o un volo aereo. Ogni consegna, sei-sette ovociti per paziente, vale tremila euro. «Non è una vendita di materiale biologico (vietata per legge, ndr) — chiarisce Criado Scholz —. È un compenso per il processo di ricerca della donatrice, stimolazione, prelievo e vetrificazione degli ovociti».


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