LA SOSTA – Molte periferie in mano agli immigrati. Ma un cattolico che idee deve avere a riguardo?

Ormai molti Paesi, che sull’onda dell’utopismo cosmopolita post-sessantottino si erano aperti a flussi immigratori senza criterio,  stanno sperimentando il fallimento di politiche multiculturali.

In Italia, per tutta una serie di congiunture, si è avuta finora una situazione diversa che però anche qui sta diventando esplosiva.

Certo, in Italia ancora non ci sono le banlieu, ma se continuiamo di questo passo non dovremo attendere molto tempo.

Ormai interi quartieri di alcune città italiane (soprattutto del Nord) sono in mano agli immigrati. Si legga un utile articolo pubblicato su ilgiornale.it.

Visto che a noi de Il Cammino dei Tre Sentieri piace essere chiari, semplici e schematici, vediamo come cattolicamente ci si deve comportare in merito a questa questione. Ci sono due punti da cui non poter prescindere:

PRIMO

Bisogna distinguere seriamente (sottolineiamo: seriamente) tra immigrazione per motivi di guerra e immigrazione economica. Per la prima, nei limiti del possibile, bisogna accogliere; per la seconda, bisogna essere molto severi, nel senso che laddove ci sono reali e concrete possibilità occupazionali, gli immigrati vanno accolti (però con la certezza che per ogni immigrato ci sia un lavoro); gli altri respinti. Ciò per il bene stesso dell’immigrato, il quale, non avendo un lavoro con pienezza di diritti, finirebbe con l’essere sfruttato da qualche caporale o assunto dalla criminalità.

SECONDO

L’immigrazione legalmente accolta non deve mai essere strumento e occasioni per attuare politiche multiculturali, che -si badi bene- non sono cattoliche. Infatti, bisogna tener presente che un conto è la multietnicità, altro il multiculturalismo. La prima è in un certo qual modo inevitabile, ed è la convivenza pacifica e armonica tra etnie diverse; la seconda invece è la convinzione che diverse culture devono fondare una comunità nazionale, ma ciò finirebbe con l’annientare l’identità stessa di una nazione. Si tenga presente che il Cattolicesimo ha sempre rifiutato il cosmopolitismo di stampo illuminista. Le nazioni sono come le famiglie, cioè indispensabili nell’ambito della Legge Naturale per la formazione dell’uomo. E come le famiglie sono fondate su un’unica identità, così anche le nazioni devono esserlo.

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Il Cammino dei Tre Sentieri


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