LA SOSTA – Un “NO” deciso e decisivo per salvare l’identità nazionale dai poteri mondialisti

Ormai ci siamo. Il referendum è vicino: dobbiamo sempre più impegnarci a promuovere il “NO”. Ne va del nostro futuro e della conservazione della nostra identità nazionale. Infatti, tranne qualche isolato personaggio del mondo finanziario (vedi Monti), i poteri forti e mondialisti sono tutti schierati per il “SI”. (Il Cammino dei Tre Sentieri)
(FONTE: facebook – Massimo Viglione)
Qualunque sarà il risultato di questo referendum, possiamo ritenere tre punti certi:
1) Chi è al governo lo ha promosso, certamente sotto indicazione dei poteri sinarchici europei e mondialisti, per accentrare tutto il potere esecutivo possibile (per il momento) nelle mani del capo del governo in modo da attuare senza più ostacoli democratici e localisti e in tempi fulminei qualsiasi riforma o innovazione in qualsiasi campo della società italiana, e, ovviamente, eseguendo gli ordini di coloro che lo hanno spinto e aiutato nel portare avanti questa iniziativa.
2) Chi lo ha promosso pensava di avere vita facile. Sennonché, con il passar dei mesi, si è accorto che il risultato era tutt’altro che certo, anzi; e così prima ha fatto dichiarazioni discordanti con se stesso – chiaro segno di imbarazzo e paura – e poi ha inscenato la più grande campagna elettorale mediatica della storia repubblicana, senza alcun ritegno della fantomatica “par condicio” o fosse anche di semplice buon senso (altro che 2 giugno del 46…). Occorre ammettere che quello che ha fatto Renzi in questi mesi non lo ha fatto nessuno mai. E con lui tutto l’esercito mediatico dei suoi schiavi.
3) Queste stesse ragioni dimostrano che il referendum è di importanza vitale per la storia d’Italia e del nostro futuro, molto più di quanto i fautori del Sì vogliano far credere. E’ in gioco l’ultimo rimasuglio di possibilità di contrasto politico allo strapotere della finanza internazionale e del mondialismo. Renzi ha avuto un ordine, se vuole sopravvivere, lo deve eseguire. Molto semplice.
Conclusione.
Sebbene sia probabile che la maggioranza degli italiani sia contraria al Sì (lo sforzo suddetto ne è riprova evidente), il risultato – dato il suddetto sforzo e il livello di comprensione medio degli italiani – è tutt’altro che scontato.
E’ in gioco molto più di quello che appare, e anzitutto: 1) il futuro dei nostri figli e pure nostro dal punto di vista dell’ordine naturale dei valori morali e vitali; 2) la sussistenza degl italiani nella loro terra e nelle loro case; 3) i nostri soldi e posti di lavoro, specie le pensioni.
E’ in gioco tutto il nostro futuro. E la speranza di non dover finire, più prima che poi, in eventi dagli esiti imprevedibili.
Infatti, se vince il No, rimaniamo nella tragedia attuale, sebbene dovranno mettere un altro al posto di Renzi. Ma se vince il Sì, Soros e soci hanno le chiavi di casa nostra e pure il salvadanaio e perfino le menti dei nostri bambini, senza che noi possiamo fare più nulla, almeno a livello democratico e pacifico.
Stiamo vivendo un momento di importanza capitale, più di quanto forse si possa comunemente comprendere.
Pertanto, occorre una mobilitazione generale per il NO!
Tutti a turarsi il famoso naso e a votare NO!

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