LA SOSTA – Il Berlusconi “alfaniano”. Per la serie: l’importante non è combattere l’avversario, ma il concorrente.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 16-06-2011 Roma Politica Chigi - consiglio ministri Nella foto: Silvio Berlusconi Angelino Alfano Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 16-06-2011 Roma Politics Presidency of the Council of Minister In the picture: Silvio Berlusconi Angelino Alfano

Da tempo Berlusconi non ne azzecca una… e Forza Italia perde colpi su colpi.

Adesso abbiamo anche lo stile: emulazione dello sconfitto.

Alfano e soci sono stati capaci di dilapidare un semi-patrimonio. Il suo partito ha perso pezzi su pezzi, per poi essere travolto dalla debacle renziana. E Berlusconi che fa? Si “alfanizza”: apre al PD e ad un possibile governo con Renzi, Boschi e compagni.

La situazione, se non si spiegasse con motivi più complessi, sarebbe ridicola.

E’ passato solo un mese da attacchi reciproci tra berlusconiani e alfaniani, e ora siamo al Berlusconi alfaniano e, quindi, con ogni probabilità, anche all’Alfano berlusconiano.

Ma quali sono i motivi più complessi?

Il galleggiare politicamente. Meglio: non il partito in funzione della politica, bensì la politica in funzione della conservazione del partito.

Forza Italia nacque con uno scopo ben preciso: evitare la vittoria di chi ormai aveva la vittoria in tasca, Occhetto e i postcomunisti. Poi ha bordeggiato nella sua identità: da partito liberale di massa a partito popolare e viceversa. Si è strutturato e consolidato; e adesso, come il più classico dei partiti, concentra le sue energie non tanto sull’avversario, bensì sul concorrente.

Insomma, difende a denti stretti il suo “spazio vitale”, e dal dagli all’Alfano! è passato al dagli al Salvini!

Ma la coerenza? Le idee? Gli ideali? Quisquilie e pinzellacchere… direbbe il buon Totò!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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