LA SOSTA – Le carceri, solo luoghi di reinserimento o anche di afflizione?

Il Papa nell’udienza di mercoledì 4 gennaio ha trattato l’argomento della detenzione carceraria, con riferimento al tragico episodio del penitenziario brasiliano di Manaus.

Nel suo discorso il Pontefice ha detto che le carceri devono essere luoghi rispettosi della dignità umana, dunque con condizioni di vita che siano degne, per facilitare il reinserimento.

Ecco il passaggio:

Ieri sono giunte dal Brasile le notizie drammatiche del massacro avvenuto nel carcere di Manaus, dove un violentissimo scontro tra bande rivali ha causato decine di morti. Esprimo dolore e preoccupazione per quanto accaduto. Invito a pregare per i defunti, per i loro familiari, per tutti i detenuti di quel carcere e per quanti vi lavorano. E rinnovo l’appello perché gli istituti penitenziari siano luoghi di rieducazione e di reinserimento sociale, e le condizioni di vita dei detenuti siano degne di persone umane. Vi invito a pregare per questi detenuti morti e vivi, e anche per tutti i detenuti del mondo, perché le carceri siano per reinserire e non siano sovraffollate; siano posti di reinserimento.

Facciamo Una premessa. Quando ci sentiamo in obbligo di fare qualche precisazione o critica su ciò che afferma il Santo Padre, lo facciamo sempre nel rispetto dell’autorità. A noi de Il  Cammino dei Tre Sentieri non piacciono ne i papolatri (che proprio papa Francesco definisce ‘lecca calze’) né coloro che, pur nella legittimità e nel dovere di fare appunti a ciò che il il Papa afferma, utilizzano un linguaggio irrispettoso e scandaloso (nel senso di suscitare scandalo).

Detto ciò, ritorniamo alla questione.

Le parole del Papa sulla detenzione carceraria di per sé sono condivisibili, ma ci sembrano dimentichino un aspetto. Ovvero che le carceri, da un punto di vista cristiano, non devono essere solo un luogo di reinserimento, ma anche di afflizione.

Proprio per riabilitare occorre l’afflizione: senza pena non ci si riabilita, perché è proprio questa che spinge l’uomo a riflettere sugli sbagli e quindi a capire.

Inoltre, c’è il discorso della pena in quanto tale che lo Stato ha il diritto-dovere di infliggere come esito di un torto nei confronti della comunità.

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2 Comments on "LA SOSTA – Le carceri, solo luoghi di reinserimento o anche di afflizione?"

  1. Renzo Scaramella | 7 Gennaio 2017 at 11:12 | Rispondi

    L’afflizione che il carcere comporta è l’impossibilità di condurre una vita libera ed essere rinchiusi nello stesso luogo per mesi od anni; tutto il resto nel carcere deve essere a misura d’uomo…spartano ma rispettoso della persona umana.

  2. Michelangelo Dragone | 8 Gennaio 2017 at 12:31 | Rispondi

    Condivido il commento di chi mi ha preceduto. L’afflizione derivante dalla perdita della liberta’ e’ di per se’ sufficiente, credo, a condurre un uomo al pentimento. Non credo invece che le ulteriori afflizioni che gli uomini provocano ad altri uomini siano ben accetti a Dio e utili a degnamente purgare un carcerato. Mi riferisco agli abusi sessuali, al luridume e alla violenza.

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