LA SOSTA – Leggere le calamità alla luce del soprannaturale, si può e si deve. E’ la vera intelligenza… anche se gli “intelligenti” non lo capiscono.

foto LaPresse/Mario Sabatini14-01-2017, cronacaReportage ad Amtrice nei luoghi del terremoto e nell'ufficio provvisorio del sindaco Sergio Pirozzi.nella foto: città di amatrice

Quello che sta accadendo nell’Italia centrale rende molto tristi. Non piove… ma nevica sul bagnato. Nuovamente il terremoto dopo tanta neve. Paesi isolati. Mancanza di acqua e di elettricità. Agricoltori e allevatori che non sanno dove mettere le mani.

 C’è un principio importante che dice: se tutto ciò che capita non necessariamente voluto da Dio, ma è pur vero che tutto ciò che capita è sempre permesso da Dio.

E’ questo l’unica, vera, forza che può far affrontare qualsiasi disagio. Capire che nei sacrifici, nelle sofferenze, nei dolori c’è la possibilità di scoprire un senso, è l’unica speranza.

In tempi più seri, quando accadevano queste cose, gli uomini di fede invitavano a pregare. Non solo: invitavano anche a fare penitenza. Perché, essendoci sempre una permissione di Dio, i casi sono due: o Dio vuole solo provare o vuole castigare.

In questi così è buona sapienza chiedersi: stiamo facendo le cose secondo la volontà di Dio, oppure ci stiamo impegnando a fare di testa (e pancia) nostra?

Questa è la vera intelligenza, cioè leggere bene i fatti… anche se gli “intelligenti” non lo vogliono capire.

E invece ci limitiamo a dire: ci sentiamo vicini a chi soffre, tutta la nostra solidarietà verso chi si trova in difficoltà, ecc…

Offriamo due preghiere. Per le calamità e per i terremoti.

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