LA SOSTA – Lo abbiamo sempre detto: il Movimento 5 Stelle è una “scatola vuota”.

Nella combo, Beppe Grillo durante l'apparizione a 'Porta a Porta' il 19 maggio 2014, e il leader dell'Ukip Nigel Farage (d). ANSA

Grillo annuncia di voler cambiare poltrona nel salotto del Parlamento Europeo: non più l’ EFDD di Farange, bensì l’ALDE di Verhofstadt.

Un piccolo cambiamento? Un po’ d’aria vicino alla finestra del locale? No: dall’antieuropeismo all’europeismo più sfegatato. Un cambiamento non di poco conto, se poi a questo si aggiunge che in passato Grillo e Verhofstadt non se l’erano certo mandate a dire accusandosi reciprocamente.

Come si spiega questa giravolta?

Riteniamo con la motivazione che lo stesso Grillo ha dato, ovvero la possibilità che il proprio voto conti di più in sede di elezione del Presidente del Parlamento.

Dunque, voltafaccia giustificato? Niente affatto.

Lo diciamo già da tanto tempo: la pericolosità del Movimento 5 Stelle non sta solo nel suo giustizialismo neogiacobino, ma soprattutto nell’essere un tipico partito postmoderno, totalmente liquido e deideologizzato. Meglio: con l’ideologia della non-ideologia, dove l’unico collante è l’ovvietà dell’onestà in politica.

Il Movimento 5 Stelle è una “scatola vuota” che può essere riempita di ogni cosa.

Esordì in tal senso Forza Italia, oggi la sostituisce il Movimento 5 Stelle. Personaggi diversi, bacini di elettorato non molto diversi (almeno per Forza Italia prima maniera)… insomma stiamo là.

Dall’imprenditore al comico il passaggio è relativo.

 

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