SOSTA: Perché la più bella preghiera o la più alta contemplazione non valgono quanto un atto di obbedienza alla Volontà di Dio?

1.Si, non c’è preghiera, non c’è contemplazione per quanto grande possa essere, che sia al di sopra di un atto di obbedienza alla volontà di Dio.

2.Quanto ci si inganna a riguardo! Si pensa che la propria santità sia fare chissà che cosa o “sentire” chissà che cosa, quando invece ognuno deve fare ed essere ciò che Dio vuole che faccia e sia.

3.Leggiamo cosa scrive padre Adolphe Tanquerey in La divinizzazione della sofferenza: “Bisogna che impariamo ad accettare le obbedienze e i lavori che ci vengono affidati dai rappresentanti di Dio, nell’ordine civile o nell’ordine spirituale. (…). Quando si tratta dell’ordine civile, non è certamente vietato aspirare ad una situazione migliore nell’interesse della società, della propria famiglia o persino del proprio interesse, a condizione che non ci si faccia nessuna illusione sul proprio valore e che si usi solo di mezzi equi e onesti per raggiungere i propri scopi. Ma quando si tratta di ordine spirituale, ricordiamo che l’umile accettazione di quanto ci viene offerto è ancora il modo migliore per raggiungere il successo. (…). In ogni caso, Dio, che benedice l’obbedienza, renderà la nostra sottomissione così efficace che faremo maggior bene nel posto inferiore assegnato a noi che in un altro superiore più in linea con i nostri desideri. (…) Come spiega bene il padre Rodriguez, Dio non premia l’importanza del nostro ruolo, bensì il modo in cui lo portiamo a termine: ‘Se il portinaio compie più santamente il proprio ruolo di quanto faccia il suo superiore col proprio, il primo sarà più gradito a Dio e riceverà una maggiore ricompensa e più gloria del secondo’. (…). A volte vorremmo godere di maggiore tranquillità così da poter badare più liberamente alla nostra vita interiore e alla preghiera. Questo è senza dubbio un desiderio lodevole in sé; ma va ricordato che non possiamo servire Dio in modo migliore di quello che Lui stesso ci indica attraverso la voce dei nostri superiori; la più bella preghiera, la più alta contemplazione non vale un atto di obbedienza alla divina volontà, secondo la testimonianza dei più grandi mistici, come Santa Teresa e San Giovanni della Croce: nella Chiesa ci deve essere sia Marta che Maria, sia l’azione che la contemplazione (…). Santa Teresa testimonia che non fu mai elevata a orazioni più alte di quando, a motivo delle nuove fondazioni, doveva viaggiare attraverso regioni difficili e sostenere processi per la contrarietà di quanti ostacolavano tali fondazioni. La perfetta conformità alla volontà di Dio le permise di godere, in mezzo a questi ostacoli, una pace inalterabile e di progredire in modo meraviglioso verso le altezze mistiche“.


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1 Comment on "SOSTA: Perché la più bella preghiera o la più alta contemplazione non valgono quanto un atto di obbedienza alla Volontà di Dio?"

  1. Giovanni Di Guglielmo | 9 Ottobre 2026 at 11:24 | Rispondi

    Molto vero, riflessioni da tenere sempre con sé…

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