SOSTA – Possiamo servirci anche di Platone per lottare contro la “dittatura del desiderio” dei nostri giorni?

Ha scritto Roberto Marchesini nel suo articolo “L’antropologia ribaltata secondo Pixar-Disney”

L’antropologia classica è ben rappresentata nel mito della biga alata di Platone. L’uomo è come una biga, trainata da due cavalli (uno bianco e uno nero) le cui briglie sono saldamente tenute da un auriga. I cavalli sono le passioni (irascibile e concupiscibile) e l’auriga è la ragione. Il significato è chiaro: senza cavalli (cioè le passioni) la biga non andrebbe da nessuna parte; ma la direzione la decide l’auriga, cioè la ragione. È la ragione, infatti, che ha il compito di discernere il bene e il male, l’utile e il dannoso; quindi, di decidere la direzione da dare alla vita dell’uomo, guidandolo verso il bene e lontano dal male.

Nel mondo moderno questa antropologia è ribaltata. La ragione è spodestata, detronizzata, focomelizzata. Essa – si dice – non è in grado di discernere il bene e il male perché non può cogliere le verità metafisiche. Essa può solo cogliere le realtà materiali, quelle che cadono sotto i nostri sensi, quelle misurabili. Così, la filosofia e, in particolare, la metafisica sono sostituite dalla scienza, lo strumento di conoscenza che, semplicemente, misura. Non dice come le cose dovrebbero essere, ma come sono. Non c’è più alcun «dover essere».

E chi guida l’uomo al posto dell’auriga-ragione? I cavalli, cioè le passioni. Va’ dove ti porta il cuore (non la ragione), soddisfa la tua sete (cioè i tuoi appetiti)…

C’è però un particolare rilevante da mettere in chiaro: chi non segue la ragione, ma segue le passioni, non è libero. È schiavo: innanzitutto delle passioni, ma anche di chiunque gli metta un guinzaglio al collo. L’uomo libero è colui che sceglie tra bene e male; e sceglie, ovviamente, il bene. La libertà è, infatti, la possibilità di scegliere il bene.

Tutta la modernità – dall’empirismo all’illuminismo, dal romanticismo al gender – insiste nel convincere l’uomo che la sua parte più autentica e pura, quella sola che lo può guidare nella vita, è quella passionale; e che la ragione, con la sua ossessione per la morale, per la distinzione tra il bene e il male, è un tiranno crudele da rovesciare. Così anche la cultura pop, nella quale siamo immersi.


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