MESSA DEL GIORNO (con meditazione) – Feria Seconda tra l’Ottava della Terza Domenica di Quaresima

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Introito

(Salmo 55,5)

In Dio confido; di Lui esalto la parola fedele. In Dio spero, non temo; che può farmi un mortale?

(Salmo 55,2)

Pietà di me, o Dio! Poiché c’è chi mi insidia e tutto il giorno stringendomi mi tormenta.


Epistola

(4 Re 5,1-15)

Nàaman, capo dell’esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma questo uomo prode era lebbroso. Ora bande aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Nàaman. Essa disse alla padrona: «Se il mio signore si rivolgesse al profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra». Nàaman andò a riferire al suo signore: «La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così». Il re di Aram gli disse: «Vacci! Io invierò una lettera al re di Israele». Quegli partì, prendendo con sé dieci talenti d’argento, seimila sicli d’oro e dieci vestiti. Portò la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: «Ebbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Nàaman, mio ministro, perché tu lo curi dalla lebbra». Letta la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi un lebbroso da guarire? Sì, ora potete constatare chiaramente che egli cerca pretesti contro di me». Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciate le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele». Nàaman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va’, bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito». Nàaman si sdegnò e se ne andò protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra. Forse l’Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?». Si voltò e se ne partì adirato. Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito». Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito. Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: «Ebbene, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele. Ora accetta un dono dal tuo servo».


Graduale

(Salmo 55,9-2)

O Dio, ti è nota la mia vita; a te sono presenti tutte le mie lacrime. Pietà di me, Signore! Perché v’è chi mi insidia e stringendomi tutto il giorno mi tormenta.

Tractus

(Salmo 102,10)

Non trattarci, Signore, secondo i nostri errori, non punirci secondo le nostre colpe.

(Salmo 78,8-9)

Non ricordarti con noi delle colpe antiche: presto ci venga incontro il tuo affetto, perché siamo molto deboli. (ci si genuflette). Aiutaci, o Dio della salvezza, e per la gloria del tuo nome, liberaci, Signore. Perdona i nostri errori per amore del tuo nome.


Vangelo

(Luca 4,23-30)

Gesù rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!». Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.


Meditazione

  1. Perché il profeta Eliseo dice a Naaman che deve bagnarsi sette volte nel Giordano?
  2. Naaman pensa che sia un’offesa verso la propria terra, tant’é che sta per andarsene chiedendo polemicamente cosa avrebbe di più il Giordano rispetto ai fiumi della sua patria.
  3. Ma il significato è chiaro. Se Israele ha il vero Dio (l’unico che può far guarire dalla lebbra), allora vuol dire che la terra d’Israele è santa.
  4. Il Dio vero non solo signoreggia sulle anime, ma anche sui popoli, anche sui regni, anche sui territori.
  5. Dinanzi alla signoria di Dio nulla può mostrarsi e proclamarsi neutrale.

Alla Regina dello Splendore

  1. Madre, educami a vedere la signoria di Dio dappertutto.
  2. Fa che anch’io, pur nella mia indegnità e piccolezza, possa essere strumento affinché il tuo Divin Figlio possa regnare dappertutto.
  3. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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