Perché Dio potrebbe anche “volere” il male fisico?

A Dio ripugna tutto il male, tanto quello morale quanto quello fisico.

Mentre però il male morale è da Lui odiato totalmente, quello fisico no.

Il male morale Dio non lo può volere né direttamente né indirettamente, il male fisico Dio non lo può volere direttamente, ma –dopo il peccato originale- lo potrebbe volere indirettamente (per accidens), cioè come mezzo, per due motivi: Primo,  come conseguenza del peccato. Secondo, come mezzo per ottenere un fine più elevato: il merito, la salvezza dell’anima e la santità.

Kirk Kilgour era un promettente giocatore di Volley che all’età di 28 anni per un incidente sportivo subì una paralisi irrisolvibile. Dopo l’incidente compose questa bellissima preghiera: “Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi, ed Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà. Domandai a Dio che mi desse la salute e realizzare grandi imprese: Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio. Gli domandai la ricchezza per possedere tutto, e mi ha lasciato povero per non essere egoista. Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me, ed Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro. Domandai a Dio tutto per godere la vita, e mi ha lasciato la vita perché io potessi essere contento di tutto. Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà. Le preghiere che non feci furono esaudite. Sii lodato o mio Signore: fra tutti gli uomini nessuno possiede più di quello che ho io!

Perché Dio potrebbe indirettamente volere il male fisico?  Perché non contraddice la sua creazione avendo creati liberi gli esseri ragionevoli, ma anche perché Egli può trasformare il male in un bene superiore.

Insomma: il male fisico non ripugna totalmente a Dio.  Dal momento che il male fisico è entrato nel mondo in conseguenza del male morale (il peccato originale), il male fisico non ripugna totalmente Dio proprio perché è la conseguenza del peccato, ma non è il peccato. Ciò è tanto vero che Dio stesso lo ha assunto con l’Incarnazione.Se il male fisico fosse il male in quanto tale (cioè il peccato), Dio Padre avrebbe potuto scegliere questo esito per Suo Figlio?

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2 Comments on "Perché Dio potrebbe anche “volere” il male fisico?"

  1. Questa è la spiegazione, pienamente ragionevole, che la teologia cattolica dà di Dio in rapporto al male fisico. Vorrei un chiarimento. Questa spiegazione come si pone di fronte al male fisico dei bambini? Come si concilia, cioè, la spiegazione cristiana del male fisico con la frase del post “il male fisico… non contraddice la sua (di Dio) creazione avendo creati liberi gli esseri ragionevoli”?
    Nel caso dei bambini soggetti a un male fisico non si può parlare di esseri pienamente liberi, in quanto in essi l’esercizio della ragione è ancora in sviluppo.
    Si può allora dire che il male che colpisce gli innocenti sia solo conseguenza del peccato originale, che ha corrotto la natura e il corpo umano? Se infatti eliminiamo nei bambini l’esercizio della libertà e della ragione (elementi connaturati nell’essere umano, ma ancora in uno stato potenziale), come spiegazione resta solo il peccato originale. È corretto?

    • Sì, è corretto, ma c’è anche la spiegazione del male fisico per evitare il male morale futuro, come evidenziato in un altro articolo del professore Gnerre. Incollo qualche passaggio:

      “In una lettera a Filomena Fini, del 25 luglio 1917, san Pio da Pietrelcina allude ad un figlio di lei, morto piccolino, e dice chiaramente che la morte dei bambini sono permesse da Dio anche per salvare alcune anime che, se vivessero di più, correrebbero il rischio di perdersi. Leggiamo cosa scrive: “Non è necessario dirvi quanta pena mi arrecò la dipartita pel cielo di questo tenero bambino, che io amavo al pari dell’anima mia, ma mi rassegno ai voleri di Dio perché la felicità di quel bambino sarebbe stata assai contrastata se egli fosse vissuto.”

      “Quando si parla della possibilità dei castighi divini, vien naturale un’obiezione: ma con le catastrofi a morire sono anche gli innocenti e anche i bambini. Sentiamo cosa ha da dirci san Tommaso d’Aquino a riguardo: “L’ignoranza causa involontarietà. Ma talora la vendetta raggiunge anche chi è nell’ignoranza. Infatti i bambini dei Sodomiti, sebbene fossero nell’ignoranza invincibile, perirono insieme ai loro genitori, come si legge nella Scrittura. Parimenti per il peccato di Datan e di Abiron furono ingoiati anche i loro piccoli. Anzi, per il peccato degli Amaleciti, Dio comandò di uccidere persino gli animali bruti privi di ragione. Perciò la vendetta talora va esercitata anche contro le colpe involontarie.”

      “Tutte le pene di questa vita, anche quelle degli innocenti, come i bambini, sono pene o conseguenze del peccato originale. Infatti, spiega san Tommaso, “(…) secondo il giudizio di Dio i bambini sono puniti con le pene temporali assieme ai genitori, sia perché appartengono ad essi, e sia perché in loro Dio punisce i genitori. E infine anche perché questo ridonda a loro bene: perché se dovessero sopravvivere, sarebbero portati a imitare le colpe dei genitori, e quindi meriterebbero pene più gravi. La vendetta poi viene esercitata sugli animali e sulle altre creature prive di ragione, perché in tal modo ne vengano puniti i proprietari. E anche per incutere orrore del peccato”.

      “La Vergine a La Salette disse: “Se il raccolto si guasta la colpa è vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi quando ne trovavate di guaste bestemmiavate il Nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, a Natale, non ve ne saranno più (…). Se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere al momento della battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti dai tremiti e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà.” Poi la Vergine aggiunse: “Se si convertono, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi.”

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