Quando si è in minoranza come resistere? Preghiera e formazione!

di Piefrancesco Nardini per il C3S

C’è un problema che tocca il cattolico della tradizione: dover prendere delle scelte coraggiose di testimonianza, in un contesto dove la stragrande maggioranza la pensa in maniera molto diversa.

Una delle più grandi difficoltà, infatti, che l’uomo ha nella sua vita sociale è quella di sostenere pubblicamente una tesi minoritaria. È la cosiddetta “riprova sociale”. Questo principio “suona così: quanto maggiore è il numero di persone che trova giusta una qualunque idea, tanto più giusta è quell’idea” (R.B.Cialdini, Le armi della persuasione, Giunti, Firenze 2017, p. 122).

E così il rischio principale è quello generico di non riuscire a pensare con la propria testa, non saper manifestare quel che realmente si pensa.

Se il 99% delle persone che conosco pensa che sia giusto un tipo di atteggiamento, farò bene ad assumerlo anche io, al di là di quel che è il mio pensiero. Sicuramente se il 99% la pensa così, sbaglio io.

Tornando al cattolico della tradizione,  questi -non lo si può negare- sperimenta le difficoltà di comunicazione, anche con le persone care, che di fronte alla sua presa di posizione tradizionale, reagiranno con stupore e opposizione. Lo criticheranno (quanti si son sentiti dare dell’esagerato, dell’intransigente, dell’antiquato, ecc…).

Si troverà, insomma, in minoranza. La maggior parte dei suoi interlocutori sull’argomento fede saranno su una diversa lunghezza d’onda. Indipendentemente dalla ragione, si troverà in una delle condizioni più complicate: andare controcorrente nell’ambiente in cui vive, constatare di essere solo o, se va bene, uno dei pochi.

Qui dovrà essere forte e mantenere la calma. Dovrà ragionare e rendersi conto di trovarsi in una di quelle situazioni in cui non è il numero a fare la verità.

Il rischio, reale, è quello di pensare di aver preso un granchio ad arrivare a quel punto di vista. Se praticamente tutte le persone che conosce, di cui alcune oggettivamente autorevoli e brave, gli dice il contrario…

Ma -come sempre- maggiore sarà la formazione e l’approfondimento sulle questioni di fede, maggiore sarà anche la capacità di rimanere saldi sulle proprie posizioni e di non farsi scalfire e influenzare dalle critiche, opposizioni e difficoltà nei rapporti.

Tutto questo senza mai dimenticare che senza la preghiera, senza l’aiuto di Dio, nulla possiamo.

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2 Comments on "Quando si è in minoranza come resistere? Preghiera e formazione!"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 21 aprile 2020 at 19:58 | Rispondi

    Io sono una di quelle persone. Rispetto le opinioni di tutti ma sono fermamente convinta che la morale sessuale cattolica sia quella giusta. Per esempio sono contraria al sesso al di fuori del matrimonio perché è, prima di tutto, un peccato, poi perché banalizza il rapporto tra marito e moglie aprendo la strada all’adulterio e al divorzio. Parenti e amici mi ridono dietro, e mi chiamano parruccona

  2. Gentile signora Carla, conosco bene la situazione in cui si trova.

    Anche a me succede la stessa cosa: spesso le mie convinzioni fanno ridere le persone.
    Però talvolta qualcuno cerca, in tutta sincerità, di capire.

    In alto i cuori, teniamoli rivolti al Signore.

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