Quei giovani morti in discoteca a Corinaldo

di Isidoro D’Anna (fonte lucechesorge.org)

Nella notte precedente la Solennità dell’Immacolata Concezione, in una discoteca di Corinaldo in provincia di Ancona, 6 ragazzi sono morti e circa 120 sono rimasti feriti.
Il nome di Corinaldo vi ricorda qualcosa? È la città d’origine della fanciulla martire della purezza, Santa Maria Goretti.
I ragazzi erano là per ascoltare un giovane cantante, un “trapper” per chi conosce e vuole ascoltare una presunta musica con parole anche scurrili.
Ricordo cosa diceva il grande Pontefice Pio XII, il Pastore Angelico, ai numerosissimi fedeli riuniti in San Pietro per la cerimonia in cui Marietta fu proclamata santa. Era il 24 maggio 1950. I “Sì” tra parentesi sono la risposta gridata dall’immensa folla.

O giovani, fanciulli e fanciulle, pupille degli occhi di Gesù e nostri, – dite – siete voi ben risoluti a resistere fermamente, con l’aiuto della grazia divina, a qualsiasi attentato (Sì!) a qualsiasi attentato che altri ardisse fare alla vostra purezza? (Sì!)
E voi, padri e madri, al cospetto di questa moltitudine, dinanzi alla immagine di questa vergine adolescente, che col suo intemerato candore ha rapito i vostri cuori, alla presenza della madre di lei, che, educatala al martirio, non ne rimpianse la morte, pur vivendo nello strazio, ed ora s’inchina commossa ad invocarla, – dite – siete pronti ad assumere il solenne impegno di vigilare, per quanto è da voi, sui vostri figli, sulle vostre figlie, al fine di preservarli e difenderli contro tanti pericoli che li circondano, e di tenerli sempre lontani dai luoghi di addestramento all’empietà e alla perversione morale? (Sì!)

Ed ora, o voi tutti che ci ascoltate, in alto i cuori! Sopra le malsane paludi ed il fango del mondo si estende un Cielo immenso di bellezza. È il Cielo che affascinò la piccola Maria; il Cielo a cui ella volle ascendere per l’unica via che ad esso conduce: la religione, l’amore di Cristo, l’eroica osservanza dei comandamenti…

Ed ecco che proprio a Corinaldo tanti giovani sono stati lasciati in una discoteca, che è luogo d’addestramento all’empietà e alla perversione morale.
Nelle discoteche si balla, ci si stordisce, ci s’immerge nel fango della volgarità e dell’impurità e là nella notte si è trovata la morte e si è perduta la salute del corpo, l’unica che rimaneva.

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