Sant’Ubaldo, vescovo e confessore

Vescovo di Gubbio, sua città natale, sant’Ubaldo ha lasciato nell’Italia centrale il ricordo d’un episcopato interamente consacrato ai doveri del suo ufficio. Condusse una vita d’eccezionale austerità. L’orazione della Messa fa allusione al suo potere sui demoni. Sant’Ubaldo apparteneva all’ordine dei Canonici Regolari di sant’Agostino. Morì il 16 maggio 1160. 


Introito 

(Ecclesiastico 45,30 e Salmo 131,1)

Il Signore ha stabilito con lui un’alleanza di pace e ne ha fatto un principe; per sempre sarà onorato della dignità sacerdotale.

Ricordati, o Signore, di Davide e di tutte le sue sofferenze.


Lettura

(Ecclesiastico 44,16-27; 45, 3-20)

Ecco il Sommo Sacerdote che durante la sua vita piacque a Dio e fu trovato giusto, e nel tempo dell’ira fu strumento di riconciliazione. Non se ne trovò uno simile a lui nell’osservare la legge dell’Altissimo. Per questo il Signore giurò di farlo crescere nel suo popolo. Gli diede la benedizione di tutte le genti e confermò la sua alleanza sul suo capo. Ebbe gli occhi su lui nelle sue benedizioni, gli conservò la sua misericordia ed egli trovò grazia davanti agli occhi del Signore. Lo esaltò davanti ai re e gli diede una corona di gloria; stabilì con lui un’alleanza eterna e gli diede il sommo sacerdozio e lo fece felice e glorioso: nell’esercizio del ministero sacerdotale e nel cantare la lode del suo nome e nell’offrirgli degno sacrificio di incenso, in soave odore.


Vangelo

(Matteo 25,14-23)

Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.


Meditazione

  1. Sei stato fedele nel poco, ti darò autorità sul molto...” Dice Gesù al servo che ha opportunamente trafficato i talenti ricevuti.
  2. Il Signore non ci chiede chissà che cosa.
  3. Non ci chiede di fare grande imprese.
  4. Ci chiede solo di rimanere fedele a lui.
  5. Una fedeltà nella costanza, nella pazienza, indipendentemente dai risultati che si ottengono.
  6. Gesù così disse a santa Faustina Kowalska in un’apparizione del 1928: “Io non premio i risultati, ma la costanza e le fatiche che si sostengono per me. Le contrarietà moltiplicano i meriti.”
  7. Questo ci è dovuto. Tutto il resto lo fa Dio, non lo possiamo fare noi.

Colloquio

  1. Signore, fa che capisca che non devo fare chissà che cosa.
  2. Che non mi devo far prendere dall’ansia di uno stolto efficientismo.
  3. Che più che fare, devo aderire.
  4. Che più che creare e progettare, devo rimanere fedele alla Tua semplice Verità
  5. Regina dello Splendore, Tu sei colei che, nella semplicità e nel nascondimento, hai fatto le cose più straordinarie, anzi: incommensurabili.
  6. Tu sei Colei che ha generato il Verbo incarnato, diventando veramente Madre di Dio.
  7. Guidami, affinché anch’io possa rimanere fedele a quel poco che il Tuo Divin Figlio mi chiede di fare.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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