SOSTA – I “due pesi e le due misure” di chi attacca la Vita

di Diego Torre

Raffigurare il ministro della famiglia, natalità e pari opportunità, Eugenia Roccella, nuda, e con il pancione a bellavista, è una gran furbata giornalisticamente parlando. Si attira la curiosità di potenziali lettori e in questo tempo di calo delle vendite può essere  una boccata di ossigeno.

Che ciò possa essere volgare, offensivo o ripugnante non è un problema. Si tratta di una donna del centro-destra e quindi lo si può fare impunemente. Pensate se qualcosa del genere lo avessero fatto ad  Elly Schlein. Lo starnazzamento delle oche capitoline sarebbe arrivato al settimo cielo, l’indignazione sarebbe stata al calor rosso e sarebbe intervenuto il Consiglio d’Europa, la Nato e lo stesso Biden.

Ma ciò che rende ancora più orribile quell’immagine è l’implicito dileggio della problematica denatalità/nascite alla quale la Roccella dedica le sue attenzioni e i suoi sforzi (ndr: anche se non sempre con totale coerenza).

Dovremmo interrogarci tutti per capire da quale sottofondo subumano o preternaturale nasca quell’odio alla vita che pervade il mondo occidentale. E’ un odio che si manifesta soprattutto in termini di derisione, per quel poco di pudore inconscio che ancora sopravvive nei suoi partigiani. E’ quel sorrisino di sufficienza o quella aperta disapprovazione verso coloro che ancora credono nella vita umana e nel dovere-piacere di promuoverla.

Ma è anche quella ferocia con cui vengono promosse leggi e procedure abortiste. E’ quella orrida determinazione a favorire le interruzioni di gravidanza anche sostenendone i costi; come sta avvenendo negli USA da parte di aziende che “favoriscono” le proprie dipendenti che devono andare in un altro stato per eliminare i frutti del proprio grembo.

Tutto ciò ricorda tanto la strage degli innocenti, voluta da un re assassino per difendere il proprio potere. Ma allora le vittime furono poche unità. Oggi sono decine di milioni nel mondo, ogni anno,  come ci ricordano le fonti dell’ONU.

Nel frattempo però celebriamo l’attrice spagnola Ana Obregón che a  68 anni, è diventata madre (?) legale di una bambina, concepita con lo sperma del figlio, morto nel 2020, e l’ovulo di una donatrice. Lei ha organizzato il tutto in Florida (in Spagna la pratica è ancora illecita) ed è la madre legale. Costo dell’operazione : secondo la rivista spagnola Lectura, 170.000 euro, di cui solo 35.000  alla madre gestante.  E l’attrice ha brillantemente concluso: “Mio figlio voleva avere cinque figli. Quindi forse un giorno arriverà anche un bambino”.

Ma non facciamoci prendere d’invidia! La sinistra italiana sta lavorando alacremente per raggiungere anche da noi questo ulteriore traguardo di “civiltà”.

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