SOSTA – I Santi possono avere dei difetti?

Da “La sfida della santità” di padre Antonio Maria Di Monda, Roma 1992


Quelli che sono chiamati “santi” dalla Chiesa hanno o possono avere dei difetti? Domanda tutt’altro che oziosa o bizantina, per le non poche implicanze che essa comporta. Se, infatti, la risposta è affermativa, c’è da chiedersi per quale ragione si proclamano santi degli esseri difettosi… Se è negativa, c”è invece da chiedersi se è proprio il caso di presentare tali esseri all’imitazione di tutti. Infatti, è così normale ritrovare dei difetti in tutti gli uomini, che non solo si stenta a credere che qualcuno possa esserne veramente esente; e, se insiste, non può non apparire immensamente distante e irraggiungibile.

(…)

Per i santi, dei quali qui si parla, si intendono tutti coloro che, dopo rigoroso esame o processo canonico, risultano aver esercitato, in grado eroico, tutte le virtù cristiane. (…).

I “difetti”, di cui qui è il problema, è termine globale per designare peccati formali, gravi o leggeri, deliberati o semideliberati: atti umani, cioè, che hanno chiaro riferimento a Dio e alla legge morale, imperfezioni di ogni genere, limiti di natura, stranezze di comportamento, e qualunque altra realtà, in contrasto, reale o apparente, con l’uomo e con la perfezione ideale.

Difetti di ogni genere i santi ne hanno avuti tutti, o quasi tutti, nella loro infanzia. Si pensi, per esemplificare, ai gustosi episodi che si leggono negli Scritti autobiografici di Santa Teresa del Bambin Gesù o a quelli di San Massimiliano Kolbe bambino.

peccati veri e propri e smarrimenti anche gravi si ritrovano in molti di essi, prima della conversione radicale e sincera a Dio. Troppo noti sono i nomi di Maria Maddalena, di Paolo di Traso, di Agostino, di Margherita da Cortona, ecc. C’è da ricordare solo che addirittura la più parte di quelli, che poi saranno detti santi, è passata per il peccato.

Sporadiche cadute, anche gravi, si saranno potute verificare, nella vita di alcuni di essi, immediatamente dopo la conversione, o per qualche tempo limitato. (:..) Ma, fuori di questi tempi e circostanze, nel santo non si trovano difetti di peccato, deliberato o semideliberato, grave o leggero. (…). “la santità consiste propriamente nella sola conformità al divino volere espressa in un continuo ed esatto adempimento dei doveri del proprio stato” (Benedetto XV).

Nei santi si trovano, invece, dei difetti-peccati semideliberati, a meno che Dio non accordi loro una grazia specialissima (…).

Così ancora, nei santi si ritrovano molte imperfezioni involontarie, frutto di pura fragilità e inavvertenza, ma non l’affetto abituale ad esse; e, naturalmente, molti atteggiamenti o comportamenti che, spesso, sono o possono apparire “strani” o “incomprensibili” alla stragrande maggioranza degli uomini normali.


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