SOSTA: Il caso di un santo e degno Papa costretto a stare nel Purgatorio fino al giudizio universale

Leggiamo da un libro di don Giacomo Alberione, che ha come titolo Per i nostri cari defunti (Edizioni Paoline, anno 1966), riportato dal n.351 della rivista Presenza Divina:

Nella vita di santa Lutgarda si ricorda l’apparizione di Papa Innocenzo III. Egli fu uno dei più grandi Pontefici. Ebbe zelo ardentissimo per la gloria di Dio e la salute delle anime, compiendo, nella Chiesa, opere meravigliose. Ebbene, nello stesso giorno in cui morì, apparve alla Santa circondato da fiamme e disse: “Sono Papa Innocenzo.” “Possibile che voi -rispose Lutgarda- siate in tale stato?” ““, rispose il defunto “Pago la pena di tre falli commessi, e poco manco che per essi non precipitassi all’Inferno. La Madonna mi ottenne il dolore e il perdono, ma ora ne devo scontare la pena. Questa durerà fino al giorno del giudizio, se non mi aiutate voi. Per amore di Maria, soccorretemi presto.” Il Cardinale San Roberto Bellarmino, commentando tale esempio nel libro Del gemito della Colomba, scrive: “Se un Pontefice, così degno di lode, da tutti stimato non solo buono e prudente, ma santo e degnissimo di essere imitato, poco mancò che non precipitasse all’Inferno e dovrebbe penar nel Purgatorio fino al giudizio finale, chi non temerà, chi non tremerà.”


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